Penne senza “porte sante”, è polemica

Il sindaco scrive a monsignor Valentinetti per l’esclusione della città, sede vescovile dall’VIII secolo
PENNE. Il Giubileo della Misericordia divide il sindaco, Rocco D'Alfonso, e l'arcivescovo di Penne-Pescara, Tommaso Valentinetti. Il primo cittadino del capoluogo vestino non ha gradito l'esclusione della sua città dall’elenco delle “porte sante” d’Abruzzo scelte per il Giubileo.
Per l'arcidiocesi sono state individuati soltanto tre luoghi di culto come porte sante: la cattedrale di San Cetteo, a Peacara; la cittadella della Caritas, sempre a Pescara e il santuario diocesano del Beato Nunzio Sulpizio, a Pascosansonesco.
«Nonostante la città di Penne sia sede vescovile sin dall'VIII secolo e la più antica cattedrale dell'arcidiocesi sia proprio quella del capoluogo vestino, nessun luogo di culto pennese è stato inserito nell'elenco delle porte sante d'Abruzzo. Ritengo che per il prestigio della sua storia ecclesiastica, per la varietà e lo spessore delle attività religiose nelle diverse parrocchie, Penne meriti di ospitare una porta santa nella cattedrale di San Massimo o in uno degli altri luoghi di culto presenti sul territorio municipale. Le più importanti associazioni pennesi sono pronte a organizzare eventi significativi nel caso venga individuata una porta santa anche nella nostra città», ha scritto in una lettera indirizzata a monsignor Valentinetti il sindaco D'Alfonso.
A dire il vero, la richiesta del primo cittadino vestino, tentativo estremo di ridare lustro alla città, sembra sia arrivata un po' troppo tardi dato che occorrerebbe adesso modificare il decreto papale – che ha già stabilito i luoghi di culto che apriranno le proprie porte a cominciare dal prossimo 13 dicembre – per far rientrare il duomo di Penne tra le porte sante d' Abruzzo. (f.bel.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

