Penne sta franando, servono 10 milioni

Sono 19 le contrade alle prese con dissesti idrogeologici: strade impraticabili, disagi per le famiglie, imprese in ginocchio
PESCARA. La strada comunale di Collalto non esiste più, o quasi. In alcuni punti il manto d’asfalto, già gravato da un pesante dissesto idrogeologico, è letteralmente sprofondato tra terra e alberi d'olivo. Il paesaggio attorno è a dir poco sconcertante: terreni agricoli smembrati, tralicci divelti, pali della luce caduti a terra come fuscelli.
Attraversare Collalto sfruttando entrambi i possibili ingressi a ridosso della Riserva naturale lago di Penne oggi non è più possibile. Un disagio enorme per i residenti della zona, costretti a lasciare le proprie auto fin dove la strada è praticabile lo consente oppure ad allungare di circa 5 chilometri il percorso per poter rientrare a casa. La zona è stata letteralmente messa in ginocchio dall'ultima ondata di maltempo, con la neve che in alcuni tratti ha superato il metro. A Penne il dissesto idrogeologico, già pesantissimo dopo l'emergenza meteo del marzo 2015, si è ulteriormente aggravato. Tutte le contrade già da tempo in difficoltà convivono con situazioni di grave disagio quotidiano. Da Collalto a Mallo, da Villadegna a Pagliari, passando poi per la zona della Portella, quella di San Rocco, Colle San Giovanni e contrada Santa Maria Mirabello.
A San Rocco, la zona in frana che insiste sulla statale 81 ha costretto il traffico al senso unico alternato a causa di possibili cedimentin del terreno. Sono ben 19 le contrade pennesi alle prese con gravi problemi idrogeologici. Di interventi fondamentali, però, dall'emergenza 2015 non se ne sono visti. Per adesso si sa solo che è stata appaltata la sistemazione della scarpata in zona San Rocco, quella a ridosso dell'ospedale San Massimo (per circa 300 mila euro), così come la sistemazione della frana in contrada Pagliari-Colletrotta, sempre per un importo di 300 mila euro. È stato inoltre approvato, nemmeno due mesi fa, un progetto esecutivo da un milione e 500 mila euro per la risoluzione del rischio idrogeologico che interessa contrada Mallo e la zona della Portella.
Ad oggi, però, nulla è stato fatto e tante famiglie e attività agricole sono state messe in ginocchio. «Tra gli interventi già programmati e quelli ordinari e straordinari che saremo chiamati a compiere dopo l'ultima emergenza maltempo saranno necessari non meno di 10 milioni di euro», spiega il vicesindaco di Penne, Vincenzo Ferrante.
L'ondata di maltempo e terremoto di gennaio ha inflitto pesanti colpi non solo alle strade, ma anche alle altre infrastrutture e alle attività produttive presenti sul territorio pennese. Sono molte, ad esempio, le stalle di aziende agricole andate distrutte. Ieri il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge in favore delle popolazioni del centro Italia colpite dai terremoti.
Nei 134 comuni del cratere è stata costituita una “zona franca” che avrà l'esenzione, nel biennio 2017-2018, da Ires-Irpef (fino a 100 mila euro di imponibile), dall'Irap (fino a 300 mila euro di imponibile) e dalla Imu-Tasi. L'intervento riguarderà 67 mila imprese, iscritte alle rispettive Camere di Commercio, e aziende già residenti nei territori colpiti. Previsti anche 80 milioni a fondo perduto per le aziende di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria che hanno subito danni in termini di riduzione della capacità produttiva. «Auspichiamo che Penne sia inserita nel cratere», dice ha spiegato l'assessore comunale alle attività produttive Gilberto Petrucci. «È necessario un intervento deciso del governo: abbiamo attività in ginocchio e gravi danni a infrastrutture e musei».
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