«Penne troppo grande per i Borghi d’Italia»

9 Agosto 2016

Le parole del vicesindaco Ferrante accendono lo scontro con l’ex primo cittadino D’Alfonso

PENNE. Penne e i borghi più belli d'Italia. Il binomio tra il capoluogo vestino e l'associazione di promozione turistica che coinvolge tantissime cittadine e paesi d'Italia diventa motivo di vivace polemica tra l'ex primo cittadino, Rocco D'Alfonso, e l'attuale vicesindaco, Vincenzo Ferrante.

Nel corso dell'ultimo Consiglio comunale, Ferrante ha messo in risalto come Penne non sia affatto un borgo e che la dimensione dell'associazione Borghi Belli stia piuttosto stretta alla "Città del mattone". Per D'Alfonso, che nel 2011 tanto si era speso per far entrare Penne nel prestigioso club, quelle dell'ingegner Ferrante sono parole assolutamente inaccettabili e fuori luogo. «Nell'ultima assemblea civica, il vicesindaco Ferrante ha affermato che il Comune di Penne dovrebbe uscire dal club dei borghi più belli d'Italia poiché Penne non è un borgo. Spero si tratti di una battuta estiva. A parte il fatto che del club fanno parte anche Comuni di una certa grandezza come Città Sant'Angelo, occorre dire che grazie all'ingresso nei Borghi più Belli d"Italia, nel novembre 2011,la nostra città ha visto crescere sensibilmente le presenze turistiche. Se all'affermazione di Ferrante si unisce la scomparsa dal programma degli eventi estivi della Festa Medievale, di Jazz and Wine e della Notturna Pennese, credo ci sia da essere seriamente preoccupati sulle prospettive del turismo in città con la nuova amministrazione Semproni-Ferrante», commenta D’Alfonso.

Il vicesnidaco ha preferito per il momento non ribattere alle parole di D'Alfonso. Per l'ex sindaco di Penne, che da circa sei mesi lavora nello staff del governatore, Luciano D'Alfonso, la sua amministrazione ha fatto tanto per il centro storico cittadino.

«Valorizzazione che l'amministrazione da me guidata ha perseguito con particolare tenacia, soprattutto attraverso il salvataggio di un importante servizio come quello del giudice di pace», osserva ancora D’Alfonso, « oltre che con il trasferimento nel palazzo dell'ex tribunale dell'Uta e dell'agenzia Inps, l'apertura degli uffici della Dmc Gran Sasso d'Italia».

Francesco Bellante

©RIPRODUZIONE RISERVATA