Penne, una catena umana per salvare l’ospedale

Il 2 settembre una nuova manifestazione indetta dal comitato civico Raduno previsto in piazza Santa Chiara. Il corteo attraverserà Porta Teramo
PENNE. Il comitato Salviamo l'ospedale di Penne scende in piazza per «abbracciare» il San Massimo. Lo farà con un corteo che partirà il prossimo 2 settembre, alle 16.30, da piazza San Chiara, dinanzi a quella che fino a qualche tempo fa era la sede della rinomata scuola infermieri.
Una catena umana attraverserà l'antica Porta Teramo fino ad arrivare all'ospedale San Massimo. «Speriamo che sarà un fiume umano ad abbracciare e coccolare virtualmente il nostro ospedale, così come qualcuno aveva promesso e non ha mai fatto. Sentiamo lontana l'amministrazione comunale, sia i consiglieri di maggioranza sia d'opposizione. Emotivamente distanti. Da molti assessori e consiglieri non abbiamo ricevuto nessuna parola di sostegno, né partecipazione alle manifestazioni. Ringrazio personalmente i medici di famiglia di Penne, che hanno tutti firmato il documento preparato dal comitato e sottoscritto le nostre richieste in difesa del San Massimo», ha spiegato Nicola Spoltore, medico, uno degli esponenti più attivi del comitato Salviamo l'ospedale.
I reparti del San Massimo, secondo la riorganizzazione sanitaria definita da Asl e Regione, dovrebbero essere trasformati in ospedale di area disagiata. Una classificazione che ridurrebbe potenzialità, sia in termini di servizi erogati sia in termini di posti letto.
Il comitato di protesta resta in attesa di una data per l'incontro Stato-Regione, promesso dalla senatrice Federica Chiavaroli, ma anche per capire come e su cosa intervenire perché l’ospedale vestino conservi una capacità operativa efficace per l'utenza dell'intero comprensorio, soprattutto come si concluderà il ricorso al Tar presentato tempo fa dal Comune di Penne contro la rimodulazione dei reparti al San Massimo.
Il comitato, in buona sostanza, chiede che l’ospedale sia classificato come sede di Pronto soccorso, così come Vasto, Lanciano, Sulmona e Atri, in modo da poter contare su un reparto di emergenza capace di rispondere puntualmente per salvare la vita alle persone. Il comitato di protesta, che conta oltre 5mila 300 seguaci su Facebook, punta a coinvolgere non solo i residenti di Penne ma tutti i cittadini delle varie realtà del comprensorio vestino. «Ogni sindaco», chiosa Spoltore, «dovrebbe sfilare davanti alla propria comunità. Il tempo delle chiacchiere è finito. Ognuno ha il dovere di assumersi le proprie responsabilità».
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