«Pennelli anti-erosione anche a sud dell’Alento»

Allarme di Pesce, presidente Imprenditori turistici: rischiamo danni maggiori De Medio (bagni Nettuno): ci stiamo arrangiando a nostre spese, ma non basta
FRANCAVILLA AL MARE. Continua a tenere banco la questione pennelli anti-erosione, i cui lavori per il posizionamento sono stati assegnati la scorsa settimana alla ditta Tenaglia di Casoli. Luciano Pesce, presidente degli Imprenditori turistici di Francavilla, pur sottolineando la bontà dell'intervento ritiene che il posizionamento degli undici pennelli nella zona nord non sia da solo sufficiente per contrastare il fenomeno legato all’erosione.
«Senza dubbio abbiamo accolto con soddisfazione la notizia, ma occorre tener presente che Francavilla ha anche una zona a sud dell’Alento che nel corso degli ultimi anni ha subito gravi danni», dice Pesce. Che prosegue: «Nella stessa zona sono presenti alcuni stabilimenti che nell’estate appena conclusa hanno potuto posizionare solo una fila di ombrelloni, tra l’altro finiti in acqua nei giorni di mare grosso. Adesso, intervenendo solo nella zona nord, si rischia che i problemi risolti da quella parte si ripresentino nei tratti di costa ancora esposti». Ma Pesce allarga lo sguardo a tutta la costa francavillese: «A occhio e croce il comune ha circa 7 chilometri di litorale, dei quali, senza esagerare, circa due da anni combattono con il rischio erosione, a nord, al centro e al sud. Con la mia associazione rappresento 23 operatori turistici, dislocati lungo tutto il tratto: se quelli lato nord hanno ottenuto i pennelli, gli altri continuano a vivere con la preoccupazione di veder sensibilmente ridotta la spiaggia in caso di mareggiate. Per questo chiediamo all’amministrazione di intervenire quanto prima per rendere omogeneo l’intervento iniziato sul primo tratto di costa». Infine Pesce pone l’accento sul pontile di piazza Sirena: «La zona centrale è tra quelle messe peggio e il pontile ne è l’emblema. Tra l’inizio e la fine della passeggiata si registra un dislivello di circa due metri. Questa situazione va avanti da oltre sei anni ma da quello che so non sono mai stati chiesti fondi per intervenire. Mi auguro che lo si faccia, e anche alla svelta».
Sull’argomento interviene anche Guerino De Medio, titolare dello stabilimento bagni Nettuno, uno di quelli posizionati a sud dell’Alento: «L’erosione si fa sentire pure dalla nostra parte e c’è bisogno di combatterla. Che si tratti di pennelli o di scogliere poco importa, ma una soluzione va trovata. Ci sono degli stabilimenti che con le mareggiate finiscono in acqua. Noi balneatori proviamo ad arrangiarci da soli, ma non basta. Proprio pochi giorni fa», conclude De Medio, «abbiamo chiamato le ruspe per far ammucchiare la sabbia in modo da costruire una sorta di argine, ovviamente a nostre spese. Nella zona nord verrà posizionato un pennello ogni 300 metri, ma in realtà ne servirebbe uno ogni 150. Aspettiamo la presentazione del piano demaniale e poi chiederemo un incontro con l'assessore Russo per valutare il da farsi».
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