Pensione a 60 anni: chi potrà andarci già l’anno prossimo

11 Dicembre 2022

Quali opzioni è possibile scegliere in base all’anno di nascita Persino chi è del 1967 può farlo, ma si tratta del caso limite

PESCARA. Chi potrà andare in pensione nel 2023 sfruttando i vari canali esistenti? Il prossimo anno sarà quello utile per conquistare l’uscita dal lavoro innanzitutto per chi è nato nel 1956 perché, raggiungendo i 67 anni, taglierà il traguardo previsto dalla pensione di vecchiaia, che tra tutte è la via principale. In questo caso, oltre al requisito dell’età, sono sufficienti 20 anni di contributi.
Ma, a seconda delle condizioni e dei casi, possono prendere la strada che conduce all’uscita dal lavoro anche coloro che sono nati negli anni precedenti.
A RITROSO.
Si può infatti andare a ritroso in questa guida per anno di nascita, fino ad arrivare agli anni 1964-1965. Basta aver maturato i requisiti che vengono richiesti dai canali utilizzabili.
Potrà beneficiare della pensione anticipata prevista dalla riforma Fornero chi, per esempio, è nato nel biennio 1962-1963, se ci riferiamo agli uomini, oppure le donne nate nel periodo 1963-1964, con il presupposto di aver, in entrambi i casi, cominciato a lavorare a 18 anni. Questo tipo di pensionamento, infatti, si può ottenere al di là dell’età raggiunta, purché si abbiano 41 o 42 anni e dieci mesi di contributi, a seconda che si tratti di donne oppure di uomini. In parole semplici: per i lavoratori la data d’inizio attività deve corrispondere al 1980 mentre per le lavoratrici ai primi mesi del 1982.
PLATEA PIù AMPIA.
Per la più ampia platea dei nati tra il 1960 e il 1967 c’è un’altra possibilità legata a canali di pensionamento più flessibili e agevoli. Chi appartiene alla classe ‘60, arrivando a 63 anni, raggiunge infatti la soglia di accesso all’Ape social, che è stata prorogata per un altro anno. Ma c’è da precisare che in questo caso il richiedente deve comunque rientrare in una delle seguenti categorie disagiate: disoccupati, coloro che assistono familiari disabili, persone con invalidità pari almeno al 74% e chi, con 36 anni di contributi, svolge lavori gravosi. Per di più, come condizione prioritaria, c’è il fatto che l’età pensionabile venga raggiunta proprio nel 2023.
Per chi è nato nel 1961, invece, sfruttando il requisito dell’età di 62 anni, e con 41 di contributi, si aprono le porte di Quota 103, che scatterà dal primo gennaio prossimo.
E sempre nel 2023 i nati nel 1961-1962 possono andare in pensione in anticipo, a 61 anni e sette mesi di età, se rientrano nelle categorie dei lavoratori che hanno svolto attività usuranti o lavoro notturno.
LA VIA IN DISCUSSIONE.
Per quanto riguarda il canale pensionistico di Opzione donna, se la legge di Bilancio confermerà la soglia dei 60 anni, potranno lasciare il lavoro le nate fino al 1962, a condizione che rientrino in una di queste tre categorie: caregiver, disoccupate, invalide. E tenendo ben presente che il loro assegno sarà calcolato interamente con il sistema contributivo, che è più penalizzante di quello retributivo. Ma la partita è ancora aperta.
Le novità apportate dalla Manovra prevedono infatti anche il possibile anticipo di 1 anno per ogni figlio, entro un massimo di due. Ma quest’ultimo requisito è stato da più parti considerato a rischio di illegittimità costituzionale perché discrimina le donne senza figli. La stessa maggioranza sta quindi preparando un emendamento che depenna questo aspetto lasciando inalterate le altre nuove condizioni.
Un’altra possibilità che viene considerata prevede invece una proroga non di 12 mesi ma di 6 o 8 mesi con i requisiti oggi in vigore, in vista della revisione completa del sistema previdenziale, attesa da molto tempo.
FRONTE DEL NO.
Dall'opposizione arriva però un emendamento che proroga ancora per un anno la misura della forma attuale. Ricordiamo che questo sistema permette, fino al 2022 almeno, l'uscita a 58 anni di età per le dipendenti e a 59 per le lavoratrici autonome, con il requisito contributivo dei 35 anni.
I MENO ANZIANI.
Infine ha l’opportunità di andare in pensione anche chi è nato tra il 1965 e il 1967, ed ha almeno 41 anni di contributi, con un anno di lavoro durante la minore età (il che significa che ha cominciato a lavorare tra il 1980 e il 1982, ovvero tra i 14 ed i 15 anni, purché rientri in una delle categorie disagiate: disoccupati, invalidi civili con una invalidità non inferiore al 74%, soggetti che assistono disabili, addetti a lavori usuranti o a lavori gravosi.
I LAVORI GRAVOSI.
È opportuno, per concludere, informare i lettori su quali sono i lavori gravosi e quelli usuranti.
Si tratta di elenchi molto lunghi. Per quanto riguarda i primi: professori di scuola primaria, pre–primaria e professioni assimilate; tecnici della salute; addetti alla gestione dei magazzini e professioni assimilate; professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali; operatori della cura estetica; professioni qualificate nei servizi personali ed assimilati; artigiani, operai specializzati, agricoltori; conduttori di impianti e macchinari per l’estrazione e il primo trattamento dei minerali.
E ancora: operatori di impianti per la trasformazione e lavorazione a caldo dei metalli; conduttori di forni ed altri impianti per la lavorazione del vetro, della ceramica e di materiali assimilati; conduttori di impianti per la trasformazione del legno e la fabbricazione della carta; operatori di macchinari e impianti per la raffinazione del gas e dei prodotti petroliferi, per la chimica di base e la chimica fine e per la fabbricazione di prodotti derivati dalla chimica; conduttori di impianti per la produzione di energia termica e vapore, per il recupero dei rifiuti e per il trattamento e la distribuzione delle acque; conduttori di mulini e impastatrici, di forni e di analoghi impianti per il trattamento termico dei minerali; operai semi qualificati di macchinari fissi per la lavorazione in serie e operai addetti al montaggio e operatori di macchinari fissi in agricoltura e nell’industria alimentare.
E QUELLI USURANTI.
I lavori usuranti che permettono di andare in pensione in anticipo sono invece: addetti alla concia di pelli e pellicce, ai servizi di pulizia, allo spostamento merci e/o facchini; conducenti di camion o mezzi pesanti in genere, di treni e personale viaggiante in genere, di gru o macchinari per la perforazione nelle costruzioni; infermieri oppure ostetriche che operano su turni; maestre e maestri di asilo nido e scuola dell’infanzia; operai edili o manutentori di edifici; operatori ecologici e tutti coloro che si occupano di separare o raccogliere rifiuti; assistenti di persone non autosufficienti; marittimi; pescatori; operai agricoli e siderurgici. (l.c)
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