Pensione anticipata a 62 anni: un aiuto per le aziende in crisi

20 Giugno 2022

In dirittura d’arrivo il decreto sullo scivolo: pronto un fondo da 150 milioni di euro per il 2022 Ecco chi può aderire: l’uscita dal lavoro è su base volontaria, la domanda all’Inps spetta alla ditta

Pensione a 62 anni per i dipendenti delle piccole e medie aziende in crisi. È in dirittura d’arrivo il decreto attuativo dello scivolo pensionistico, a carico dello Stato, che consente ai lavoratori delle Pmi in difficoltà l’uscita anticipata dal mondo produttivo, con indennità di accompagnamento alla pensione maturata entro il 2024. Intanto, dopo le opzioni di pensione anticipata introdotte nella Manovra finanziaria 2022, Quota 102 con 64 anni di età e 38 di contributi, in sostituzione di Quota 100, proroga di Opzione Donna e Ape Sociale, il Governo lavora ad una riforma delle pensioni basata sul sistema contributivo. Ecco le novità.
PENSIONE A 62 ANNI
Per l’attuazione dello scivolo pensionistico per i lavoratori delle Pmi in crisi il ministero dello Sviluppo Economico ha previsto un fondo da 150 milioni di euro per il 2022 e da 200 milioni di euro per ciascuno degli anni 2023 e 2024. I dettagli pratici dell’opzione di uscita anticipata saranno contenuti in un decreto di prossima emanazione: le anticipazioni sul provvedimento stanno fornendo i primi dettagli sulla platea delle imprese che rientrerebbero tra quelle ammesse a beneficio e sui lavoratori con i requisiti per la pensione anticipata fino a tre anni prima dei requisiti della legge Fornero. Il primo dato è che la misura è rivolta ai dipendenti delle Pmi che versano in situazione di crisi, che abbiano raggiunto un’età anagrafica di almeno 62 anni.
BASE VOLONTARIA
L’accesso sarà su base volontaria e concordata, con un assegno di importo pari al 90% della pensione lorda mensile maturata al momento della domanda e per una durata massima di tre anni rispetto alla maturazione dei requisiti per la pensione, che sia di vecchiaia o anticipata.
REQUISITI RICHIESTI
La categoria delle Pmi ammissibili al beneficio è la seguente: imprese che occupano mediamente tra 15 e 250 dipendenti; fatturato fino a 50 milioni di euro o totale di bilancio fino a 43 milioni; calo di fatturato nei 12 mesi precedenti di almeno il 30% rispetto alla media del 2019. Per quanto riguarda i dipendenti, invece, la condizione è la firma di un accordo aziendale con le rappresentanze sindacali e l’adesione volontaria e consensuale alla risoluzione del rapporto di lavoro. Per quanto concerne i requisiti anagrafici, l’uscita anticipata sarà riservata ai lavoratori che, entro il 31 dicembre 2024, raggiungono l’età della pensione di vecchiaia (67 anni) oppure maturano i requisiti per la pensione anticipata. La domanda di accesso allo scivolo pensione deve essere presentata all’Inps dal datore di lavoro, almeno 90 giorni prima della risoluzione del rapporto lavorativo. Le domande saranno valutate in ordine cronologico di ricevimento, con controlli a campione sui requisiti delle imprese.
RIFORMA PENSIONI
Intanto, è allo studio del Governo la riforma delle pensioni da completarsi entro l'anno. In cima alla lista delle priorità ci sono i giovani: l’esigenza è di assicurare un inserimento nel mondo del lavoro stabile, così da evitare carriere discontinue e stipendi bassi, con effetti sulle future pensioni. Da ripensare anche temi legati al reddito dei pensionati come 14esima e rivalutazione assegni e alla pensione complementare. Diverse le ipotesi sul tavolo della discussione tra cui Quota 41, pensione a 64 anni con ricalcolo contributivo e pensione con anticipo della quota contributiva. Quota 41 prevede, in sostanza, la pensione anticipata con 41 anni di contributi, senza il calcolo dell’assegno, che resta conteggiato con il sistema misto o retributivo. Per la Pensione lavoratori precoci, attualmente ci vogliono 42 anni e dieci mesi per gli uomini e 41 anni e dieci mesi per le donne. I sindacati premono per l’applicazione di Quota 41 per tutti, senza limiti di età e di categoria, mentre il Governo ha dato apertura solo ad un eventuale compromesso, per le categorie di lavoratori addetti alle mansioni gravose.
PENSIONE A 64 ANNI
Si tratta della proposta principale tra quelle avanzate dal Governo, simile a Opzione Donna: prevede la pensione anticipata rinunciando alla quota maturata con il sistema retributivo, con il solo calcolo contributivo della pensione. In ballo anche altre "sotto- proposte" come la pensione a 64 anni di età con assegno previdenziale maturato pari ad almeno 2,8 volte l’assegno sociale e la pensione a 64 anni di età e 36 anni di contributi, senza limiti sul valore dell’assegno. Il compromesso potrebbe essere la pensione a 64 con una penalizzazione dell’assegno e deroghe per soggetti e categorie più deboli. La pensione con anticipo della quota contributiva è, invece, un meccanismo proposto dall’Inps per accedere prima alla sola quota contributiva della pensione: al raggiungimento dell’età per la pensione di vecchiaia si prenderebbe anche la quota retributiva della pensione maturata.