Pensione anticipata: c’è un piano che può evitare i 67 anni per tutti

12 Ottobre 2022

Non è detto che la mancata riforma faccia tramontare le possibili alternative alla legge Fornero Si fa infatti strada l’ipotesi della versione maschile di Opzione donna: l’Inps darebbe il via libera

L'AQUILA. Nasce Opzione uomo. Con la fine di Quota 102, in scadenza il 31 dicembre prossimo, sparirà l’ultima chance per andare in pensione in anticipo senza aspettare i 67 anni di età. In attesa della riforma delle pensioni, che richiede tempi più lunghi del previsto e quindi non sarà varata entro il 2022, l'unica via alternativa che potrà essere percorsa è quella di Opzione Donna. Finora la possibilità di lasciare il lavoro in anticipo, con almeno 35 anni di contributi e 58 anni di età, che salgono a 59 per le autonome, era riservata solo alle lavoratrici. Ma potrebbe essere estesa anche ai lavoratori, con diversi requisiti. È questo il piano probabile in attesa di una riforma strutturale delle pensioni.
MENO SOLDI. Opzione Donna non pesa molto sul bilancio degli enti pensionistici.
Chi sceglie di andare in pensione con questo meccanismo, infatti, accetta una forte penalizzazione: la pensione viene liquidata solo con il sistema di calcolo contributivo, anche per i versamenti effettuati prima del 1996. Inoltre, il pagamento parte 12 mesi dopo il perfezionamento della domanda di pensione, che salgono a 18 mesi per le autonome.
Ne deriva, in complesso, un taglio dell’assegno che in alcuni casi raggiunge anche il 25%. Per gli uomini si potrebbe ragionare partendo da un requisito anagrafico più alto.
REQUISITO ANAGRAFICO. Andare in pensione a 58-59 anni di età, benché con penalizzazione dell’assegno, ha comunque un costo per lo Stato in quanto la pensione viene pagata a lungo nel tempo, anche in considerazione del fatto che la vita media si è allungata rispetto a quando è stata istituita Opzione Donna. Tanto che la misura di pensionamento anticipata non è mai stata pienamente gradita da Bruxelles e dall’Ocse. Pertanto, se Opzione Donna sarà prorogata anche per il 2023, resta da valutare se il requisito anagrafico rimarrà tale o subirà un innalzamento.
Di certo, se tale possibilità fosse estesa anche agli uomini, la riforma comporterebbe un maggiore impegno finanziario da parte delle casse del Governo che verrebbe compensato con un innalzamento del requisito anagrafico di 1 o 2 anni.
IN PENSIONE PRIMA. La misura Opzione Donna viene da lontano: introdotta dalla Legge Maroni è stata ripresa dalla Riforma Fornero nel 2011 e prorogata dalla Legge di Bilancio anche per il 2022. Avvalendosi di questa opportunità, le donne possono andare in pensione a 58 anni di età se dipendenti (o 59 anni le autonome) se hanno raggiunto i 35 anni di contributi, maturando tutti i requisiti al 31 dicembre 2021. Non scatta l’adeguamento alla speranza di vita. Vi possono aderire tutte le lavoratrici iscritte all’assicurazione generale obbligatoria, a fondi sostitutivi o esclusivi che siano in possesso dei contributi alla data del 31 dicembre 1995. Per andare in pensione anticipata con Opzione Donna, si può perfezionare il requisito contributivo dei 35 anni sfruttando anche la maternità obbligatoria, i contributi da riscatto, compreso il congedo parentale, e i versamenti volontari.
COME FARE DOMANDA. Per il computo dei 35 anni per Opzione Donna di lavoro effettivo, valgono anche i periodi di mobilità o cassa integrazione, quelli di maternità riferiti ai permessi per utilizzo della Legge 104. Sono, invece, esclusi i contributi in gestione separata e i contributi figurativi per malattia e disoccupazione, che concorrono, comunque, a determinare il montante contributivo su cui si calcola la pensione.
Le lavoratrici che intendono andare in pensione con Opzione Donna possono presentare domanda, attraverso il servizio online dell'Inps. La procedura si è aperta il 14 gennaio scorso ed è ancora attiva. Per il comparto Scuola, invece, la domanda di cessazione del servizio andava inoltrata entro il 28 febbraio 2022. (m.p.)