Pensione-beffa, tre euro in più al mese

Anziano s’indigna e scrive al premier Renzi: «Con questi soldi faccia l’elemosina al suo Pd»
PESCARA. Arrivati ad una certa età, quasi 76 anni, uno pensa di averle viste tutte. E invece no, le sorprese sono dietro all’angolo. E una di queste, non molto gradita, è arrivata a Vittorio Di Matteo, pescarese, dopo 44 anni di contributi lavorativi versati.
Qualche giorno fa, infatti, Di Matteo si è visto arrivare un aumento sull’assegno pensionistico dell’Inps: 3 euro e 68 centesimi, riferisce, che, sommando le mensilità fino a dicembre, arrivano alla cifra di 14 euro e 72 centesimi. «Mi sono sentito offeso», ha raccontato ieri il pensionato, il quale ha quindi preso carta e penna e ha mandato un fax, rivolgendosi al capo del governo, Matteo Renzi, a diverse redazioni giornalistiche. Tanto da farlo diventare un caso nazionale.
La protesta di Di Matteo è stata pubblicata l’altro ieri sul quotidiano milanese Libero. Di Matteo - che nella sua vita lavorativa è stato impiegato e direttore d’azienda, andando in pensione una prima volta l’1 gennaio del 1993, dopo 36 anni di contributi, e una seconda nel 2007, dopo aver deciso di lavorare per altri 8 anni dopo il 1993, versando ulteriori contributi - ha invitato il presidente del consiglio dei ministri, con polemica appositamente malcelata, a devolvere il contributo ricevuto in più al Partito democratico.
«Con questi soldi», ha appunto scritto Di Matteo a Renzi, «può fare l’elemosina finanziando il suo partito». Un disappunto, quello manifestato dal pensionato, «che non ha nulla di politico», ha poi voluto precisare Di Matteo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

