Pensione per le lavoratrici anche a 58 anni

15 Aprile 2022

C’è Opzione donna, ma è necessario aver conseguito 35 anni di contributi entro il 31 dicembre 2021

L'AQUILA. Sono numerose le possibilità per andare in pensione anticipata, quest'anno, usufruendo di Opzione donna. Si tratta di uno strumento riservato alle lavoratrici di 58 anni di età se dipendenti, oppure 59 anni se autonome, che hanno però maturato almeno 35 anni di contributi entro il 31 dicembre dello scorso anno.
Possono aderire a Opzione donna tutte le lavoratrici iscritte all’assicurazione generale obbligatoria, a fondi sostitutivi o esclusivi, sono invece escluse le iscritte alla Gestione separata Inps. Una volta maturato il requisito, il diritto alla pensione con Opzione donna si cristallizza, cioè si può esercitare anche successivamente, per rendere più sostanzioso il montante contributivo su cui calcolare l’assegno finale. Per accedere a Opzione donna si possono conteggiare i contributi da lavoro, da riscatto, da ricongiunzione onerosa e i versamenti volontari. Non valgono, invece, i periodi di disoccupazione e malattia. Inoltre, non è consentito il cumulo gratuito dei contributi e non si possono sfruttare versamenti in due diverse gestioni previdenziali differenti per raggiungere il requisito dei 35 anni di contributi. Il montante deve essere accumulato per intero in una sola gestione.
I contributi nelle gestioni separate non sono ammessi e non possono essere conteggiati, né cumulati per la maturazione dei 35 anni richiesti. Si può, al contrario, utilizzare il riscatto della laurea, anche agevolato, per maturare il requisito contributivo necessario per andare in pensione anticipata. Inoltrando un'apposita richiesta all’Inps, si possono versare contributi volontari così da raggiungere i 35 anni necessari per accedere a Opzione Donna e andare in pensione a 58 anni, se lavoratrici dipendenti, o a 59 anni se autonome.
Andando in pensione con questa formula si rinuncia agli anni di contribuzione versati che rientrerebbero nel sistema con calcolo retributivo, in quanto si applica all’intero montante il ricalcolo contributivo: maggiore è il numero di contributi versati prima del 1996 e più ingente è il taglio sull’assegno, che può arrivare al 25-30% della pensione.
Un capitolo a parte riguarda il mondo della scuola e la decorrenza della relativa pensione in caso di uscita anticipata dal lavoro: le dimissioni degli insegnanti hanno validità, infatti, dall’inizio dell’anno scolastico, a settembre.
Chi esercita Opzione donna si può ritirare prima di aver maturato la decorrenza della pensione, restando scoperta per qualche mese, oppure può aspettare un altro anno per andare in pensione senza raggiungere la finestra mobile prevista. (m.p.)