Pensioni, sì agli aumenti Importi: ecco gli esempi

Si va da un minimo di 38 euro al mese fino alla cifra di 150 per gli assegni elevati Tra gli esclusi dal beneficio spiccano il clero e chi cessa un’attività commerciale
L'AQUILA. Pensioni in aumento da gennaio 2023. È ufficiale. Tra i temi di discussione più caldi sul tavolo del Governo c'è la riforma delle pensioni. Secondo quanto dichiarato dal ministro dell'Economa, Giancarlo Giorgetti, l’indicizzazione delle pensioni, a partire dal prossimo anno, sarà pari al 7,3%: in sostanza, ci sarà un adeguamento del valore medio degli assegni pensionistici in linea con l’aumento generale dei costi conseguente alla crescita smisurata dell’inflazione, che viaggia a due cifre.
CALCOLO DELL'AUMENTO.
Secondo quanto prevede la normativa attualmente in vigore, l’aumento delle pensioni è stato calcolato sulla base della variazione percentuale che si è verificata negli indici dei prezzi al consumo. A fornire il dato dei rincari è, come sempre, l’Istat che, il 3 novembre scorso, ha reso noti gli incrementi della spesa a carico dei cittadini.
Quello che si andrà a verificare con l’approvazione della manovra di Bilancio, da parte del Parlamento, è un incremento dell’adeguamento degli importi delle pensioni rispetto a quanto già avvenuto ad inizio anno. Infatti, in linea del tutto eccezionale rispetto alla prassi canonica, il precedente Governo presieduto da Mario Draghi aveva già aumentato del 2% gli assegni fino a 2.692,32 euro tramite una voce inserita nel testo del decreto Aiuti bis.
PRESTAZIONI ESCLUSE.
Ci sono, tuttavia degli assegni pensionistici esclusi dall’indicizzazione che, di conseguenza, non subiranno aumenti automatici a partire da gennaio prossimo e per i quali è previsto un calcolo differente.
Considerando che ci potrebbero essere altre sperequazioni conseguenti ai periodici aggiornamenti dell’Istat, al momento risultano escluse dall’adeguamento le pensioni a carico del clero, tutti gli indennizzi per la cessazione di attività commerciali, le prestazioni a carattere assistenziale come assegno sociale e pensione sociale e le pensioni di invalidità civile.
Per coloro che, attualmente, sono titolari di contributi di questo genere, la rivalutazione viene calcolata in via separata a seconda di altri parametri economici e temporali che esulano dalle regole di indicizzazione generali utilizzate ogni fine anno per il ricalcolo dell’assegno pensionistico.
VALORE DEGLI ASSEGNI.
Ma di quanto salirà, realmente, il valore degli assegni nel 2023? Prima di sviscerare i singoli aumenti delle diverse pensioni, vale la pena ricordare che il criterio utilizzato dal ministero è quello che si basa sul cosiddetto "cumulo perequativo": questo significa che, per ogni cittadino interessato, vengono considerati tutti gli assegni e gli introiti a suo carico, non solo quelli erogati dall’Inps. Inoltre, l’incremento non sarà uguale per tutti anche perché verrà equilibrato in base al precedente trattamento in vigore, quindi agevolando maggiormente chi, fino ad oggi, ha ricevuto una pensione più bassa.
Di seguito tutti i numeri nel dettaglio: per gli assegni delle pensioni minime, l’aumento sarà di 38 euro mensili netti; per le pensioni da 1.000 euro, l’aumento sarà pari a 75 euro mensili netti. Le pensioni da 2.000 euro aumenteranno di 100 euro al mese, mentre quelle da 2.500 euro saliranno di 111 euro netti mensili. Infine, per le pensioni da 4.000 euro, l’aumento sarà di 150 euro netti al mese. (m.p.)

