«Per gli ex Rdc 350 euro senza fare i corsi»

28 Novembre 2023

Il Supporto formazione lavoro rimane un’incompiuta: la denuncia di Benedetti e D’Ignazio (Cgil)

PESCARA. Pagati senza fare i corsi, ma il sussidio è dimezzato. Federica Benedetti, segretaria Cgil Abruzzo Molise, e Mirco D'Ignazio, coordinatore regionale Inca Cgil Abruzzo Molise, denunciano quanto sta accadendo anche in Abruzzo agli ex percettori del Reddito di cittadinanza.
«Avevano raccontato il Supporto formazione lavoro come la misura che avrebbe fatto “alzare dal divano” i percettori di Rdc “occupabili”», esordiscono i due sindacalisti, «e, almeno nelle intenzioni, la prevista indennità mensile di 350 euro sarebbe stata erogata solo nel momento in cui i percettori avrebbero iniziato a seguire corsi di formazione. Doveva quindi essere lo strumento che, in prospettiva, avrebbe garantito formazione prima e un’occupazione poi a tutti coloro che avevano meno di 60 anni e percepivano l’Rdc. Ma la propaganda governativa», sottolineano Benedetti e D’Ignazio, «ha dovuto fare i conti con le criticità, da noi segnalate fin dal primo momento, che inevitabilmente si sono presentate perché era evidente che non sarebbe stato possibile far partire in breve tempo i corsi di formazione, condannando così all’indigenza totale migliaia di donne e uomini».
Dal mese di agosto, infatti, queste persone sono senza alcun sussidio e se si fosse davvero aspettato l’avvio dei corsi si sarebbe arrivati, ad essere ottimisti, ad inizio del 2024. Solo dal mese di novembre qualche centinaio di cittadini abruzzesi ha iniziato fortunatamente a ricevere il pagamento dell’indennizzo da parte dell’Inps subito dopo aver effettuato i colloqui nei Centri per l’Impiego, novità senz’altro importante ed utile per non lasciare quantomeno le persone prive di qualsiasi forma di reddito e che «ci auguriamo», riprendono a spiegare i due esponenti della Cgil, «raggiunga in tempi brevi tutti gli aventi diritto. Ma questa situazione conferma tutti i limiti di una misura che non sta dando e continuerà a non dare i risultati attesi né da un punto di vista di sostegno al reddito né per quanto riguarda la reale opportunità di collocarsi o ricollocarsi nel mondo del lavoro attraverso programmi di formazione e di incontro domanda e offerta, come aveva promesso questo Governo»
Il Supporto Formazione lavoro si limita quindi a spostare in avanti di 12 mesi un problema sociale creato dal venir meno di una misura (Rdc) che, seppur con delle contraddizioni, dava comunque una risposta alla povertà «che tornerà ad essere la condanna per migliaia di cittadini», dicono Benedetti e D’Ignazio, «se, nel frattempo, non si interverrà con misure specifiche che tengano conto delle reali condizioni personali, delle fragilità, dei contesti sociali e produttivi e non banalmente sul requisito anagrafico e sulla composizione del nucleo familiare, ciò che oggi determina se si è collocabili o meno, se si ha diritto ad essere supportati o assistiti. Ancora una volta», concludono i due sindacalisti, «non si prendono in carico i soggetti, non si considera affatto la dimensione sociale e non si mettono in campo veri interventi di politica attiva». (c.s.)