Per Monia in mille sfidano la neve

A Corropoli tutto il paese ha accompagnato la bara nella chiesa gremita dagli amici. Tanti i colleghi arrivati da Pescara
CORROPOLI. La neve non ha fermato l’amore per Monia, la psicologa di 45 anni uccisa mercoledì scorso a Francavilla dall’inquilino moroso da cui era andata a reclamare poco più di 800 euro.
Nel primo pomeriggio di ieri quasi mille persone si sono ritrovate nella chiesa dello Spirito Santo di Corropoli. Tanti amici arrivati da Pescara, dove Monia abitava in via Rossini, ex compagni di università, colleghi della clinica Villa Serena dove, a Città Sant’Angelo, Monia Di Domenico lavorava da più di dieci anni occupandosi della riabilitazione dei malati psichiatrici gravi. E poi tutta la gente del paese, con il sindaco Umberto D’Annuntis parente dei genitori Doretta e Aldino da tempo tornati ad abitare nel paese di origine: la bella chiesa nuova al bivio del paese non è riuscita a contenerli tutti. Tanto che, nonostante il gelo e la neve, in molti hanno seguito da fuori, grazie all’altoparlante, il rito funebre. A celebrarlo, il parroco don Ennio Di Giovanni e don Ivo Di Ottavio, amico di famiglia.
Sulla bara di un bianco opaco, 50 rose rosse «mamma e papà», che non hanno voluto altri fiori, ma solo preghiere. Offrendo in cambio a tutti una foto, a ricordo della loro unica figlia. Della giovane donna hanno raccontato tutti gli amici e le amiche che hanno preso la parola durante il funerale, facendo sciogliere in applausi la commozione di tutti. Per il resto un silenzio dignitoso, popolato dei ricordi, dei sorrisi di Monia.
Monia la psicologa, Monia l’amica, la compagna di scuola, l’appassionata di viaggi, di mare. Minuta ma forte, tanto da decidere, alla vigilia del bel week-end che l’aspettava a Parigi, di andare a chiudere la questione dell’affitto. Un problema che non aveva messo in conto Monia, alla sua prima esperienza da padrona di casa e che come primo inquilino si era trovata Giovanni Iacone, cuoco disoccupato di 48 anni che a settembre, quando era andato a vivere a casa di Monia a Francavilla, con un contratto annuale intestato alla coinquilina, non aveva detto forse tutta la verità. Non aveva detto che era disoccupato, e che non poteva pagare. Com’è avvenuto quando i pochi risparmi che aveva dall’ultimo lavoro estivo sono subito venuti meno.
Una storia di assurde coincidenze che ieri pomeriggio, però, ha riportato Monia dov’era sempre stata, tra i suoi affetti, i suoi amici, nella sua storia, che niente ha a che fare con quella di un padre di quattro figli separato, che un paio di anni fa si era anche improvvisato rapinatore. Per poi scoprire, è storia di una settimana fa, che quello era solo il primo gradino di un’escalation senza ritorno.
Una storia incredibile, che continua a lasciare senza parole tutti quelli che hanno conosciuto Monia. Anche a Corropoli, dove la giovane psicologa era conosciuta e amata. (s.d.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

