«Perderemo 460mila euro con il no alle case sul mare»

17 Febbraio 2017

Il parere contrario del dirigente della Ragioneria alla delibera che blocca i permessi alla società Pescaraporto scatena una bagarre in commissione

PESCARA. «Il voto contrario sul progetto di Pescaraporto della case sulla riviera sud farà perdere al Comune 460mila euro». È questa la giustificazione che il dirigente della Ragioneria Andrea Ruggieri ha dato ieri alla commissione Gestione del territorio. La commissione gli ha chiesto i motivi che lo hanno spinto ad esprimere parere contrario alla delibera con la quale il consiglio comunale si pronuncerà definitivamente, lunedì prossimo, sulla richiesta di cambio di destinazione d’uso da uffici ad abitazioni. Richiesta avanzata dalla società Pescaraporto, di cui risultano soci i figli del noto avvocato Giuliano Milia e la famiglia degli imprenditori Mammarella.

Quel parere del capo della Ragioneria del Comune ha avuto l’effetto di incuneare timori e paure nei consiglieri, una volta tanto quasi tutti d’accordo nella scelta di votare contro la richiesta di Pescaraporto. Al punto tale che il centrodestra e il Movimento 5 Stelle, fermamente contrari alla realizzazione delle case sul mare, hanno deciso di non votare ieri in commissione, in attesa di conoscere sulla questione il parere dei revisori dei conti. Ma la delibera è passata lo stesso con il voto, seppure solo consultivo e non vincolante, della maggioranza di centrosinistra.

Il parere del capo della Ragioneria, del resto, mette in guardia i politici sui rischi che potrebbero correre, nel caso di una bocciatura alla richiesta di Pescaraporto. E c’è chi teme addirittura il rischio di un danno erariale. Ecco cosa ha scritto: «Parere di regolarità contabile contrario in quanto la mancata approvazione della variante al permesso di costruire in deroga comporterebbe un mancato introito nel bilancio dell’ente del contributo straordinario». E ancora: «La mancata entrata riveste particolare rilevanza soprattutto tenuto conto della situazione di predissesto in cui versa l’ente». Insomma, i consiglieri che voteranno contro il progetto potrebbero rischiare di essere accusati di danno erariale per il mancato incasso dei contributi straordinari dovuti, per l’autorizzazione al cambio di destinazione d’uso, quantificati in 460mila euro.

Tanto è bastato per scatenare un putiferio ieri in commissione. Lo stesso assessore all’urbanistica Stefano Civitarese, durante la sua audizione, si è detto «sorpreso» per questo parere negativo e lo ha definito «irragionevole». Nel pomeriggio, l ’assessore è poi tornato sulla questione confermando che «la delibera sarà lunedì in consiglio, pronta per l’approvazione». «Non è infatti vincolante il parere negativo emanato dalla Ragioneria», ha spiegato, «si tratta di un elemento secondario rispetto alle valutazioni dell’interesse pubblico e non comporterà problemi sulla regolarità dell’atto». «La posizione sulla realizzazione di alloggi residenziali nella zona destinata ad uffici», ha aggiunto il presidente della commissione Ivano Martelli, «è stata ribadita in commissione dai consiglieri di centrosinistra che hanno votato compatti il diniego al cambio di destinazione d’uso». Rassicurazioni sulla correttezza dell’impianto della delibera è arrivata anche dal dirigente allo Sportello unico per le attività produttive Gaetano Silverii, lo stesso che ha negato il cambio di destinazione d’uso a Pescaraporto rimandando ogni decisione al consiglio. Procedura che anche il Tar ha riconosciuto come corretta nella sentenza con cui ha respinto il ricorso della società. «Non ci sarà il venir meno di un incasso per il Comune», ha osservato il capogruppo del Pd Marco Presutti, «se non ci fosse stata questa proposta il contributo straordinario non lo avremmo avuto comunque».

Ma è nelle file del centrodestra che sono affiorati forti dubbi. C’è chi sostiene che dietro il parere negativo alla delibera ci sia una manovra occulta per consentire a Pescaraporto di poter impugnare il provvedimento davanti al Tar. Tuttavia, nessuno lo ha detto apertamente. «Il parere negativo mette in difficoltà il consiglio comunale», ha fatto presente il capogruppo di Forza Italia Marcello Antonelli, «inoltre, non si capisce perché lo stesso dirigente abbia dato parere favorevole a un’altra delibera simile riguardante un progetto per via Prati. Chiedo, quindi, l’apertura di un’istruttoria consultando i revisori dei conti». Dello stesso avviso la capogruppo dei 5 Stelle Enrica Sabatini, che ha duramente attaccato la maggioranza per non aver accolto la richiesta.

Ruggieri, infine, ha confermato il suo parere e ha avvertito che non intende cambiarlo.

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