Perdono il ricorso, ma Attiva li riassumerà

Diciotto dipendenti licenziati dalla Corte d’appello potranno essere reintegrati dall’azienda dei rifiuti
PESCARA. Attiva assumerà più di 30 operatori ecologici nei prossimi mesi. Avranno la possibilità di essere ripescati dalla graduatoria degli ultimi due concorsi (2015-2016) e riassunti, in una prima fase a tempo determinato, anche i 18 lavoratori licenziati il 1° marzo da Attiva per effetto di una sentenza della Corte d'appello dell'Aquila.
Il dispositivo dei giudici è arrivato in seguito ai ricorsi presentati, circa due anni fa, da 70 lavoratori interinali della società che si occupa della raccolta dei rifiuti in città, che chiedevano la trasformazione dei contratti da tempo determinato a tempo indeterminato, emulando la lotta intrapresa da un collega che aveva vinto parzialmente una causa di reintegro, ma successivamente persa. Una battaglia che i lavoratori hanno condotto per otto mesi protestando accampati sulle aiuole davanti al municipio in piazza Italia.
A questi 18 che il primo marzo scorso hanno ricevuto la notizia del licenziamento attraverso i loro legali, se ne aggiungeranno presto altri 9, per un totale di 27. Ma, di contro, il direttore generale di Attiva, Massimo Del Bianco, annuncia una buona notizia: «Per questi lavoratori appena licenziati, che sono come tanti altri inseriti nelle graduatorie degli ultimi concorsi, fino al 2019 c'è una speranza di rientro in azienda, a meno che non facciano ricorso in Cassazione». Ciò è possibile perché «non sono stati licenziati per motivi disciplinari», ma in virtù di un dispositivo della magistratura che ha dovuto valutare i contenziosi, ridotti nel corso del tempo perché in tanti hanno rinunciato alla lotta e preferito rientrare in azienda dopo che la stessa aveva proposto ai lavoratori «una transazione che prevedeva il pagamento di alcune mensilità e l'estinzione del processo». Le toghe aquilane hanno deciso il licenziamento sulla base «della impossibilità dei lavoratori», ha spiegato il direttore dell'industria del recupero, «di essere assunti a tempo indeterminato senza aver dapprima superato un concorso pubblico», arrivato successivamente all'avvio dei contenziosi, «e sottolineato il fatto che gli stessi hanno impugnato i loro contratti dopo anni e non dopo un tempo superiore ai sessanta, e più, giorni previsti per legge. Quindi sono stati condannati anche al risarcimento e al pagamento delle spese legali per oltre 6000 euro ciascuno». «Da parte nostra», ha tenuto a sottolineare Del Bianco, «non c'è alcun accanimento, sono brave persone che hanno lavorato bene e che hanno lottato per i loro diritti. Non ce l'hanno fatta, però ora hanno la possibilità di essere ripescati dalle graduatorie perché nei prossimi mesi assumeremo (anche a tempo indeterminato, ma non è possibile prima di giugno secondo la legge Madia) almeno 30 o 40 persone in vista dell'avvio delle nuove attività, dalla ricicleria all'impianto di smaltimento di Alanno e da aprile cominceranno le chiamate per le assunzioni dei mesi estivi». Una buona notizia che è un segnale di speranza anche per coloro, tra cui giovani con famiglie, che da quattro giorni hanno perso il posto di lavoro.
Uno di essi, 36 anni, sposato, pare di una bimba di quattro anni, commenta: «L'unica nota positiva di una vicenda amara è che potrò passare più tempo con mia figlia. Il licenziamento è stato un colpo durissimo, anche se arrivato neppure troppo inatteso dopo il reintegro avvenuto un anno fa per effetto di un'altra sentenza. Ora penso al futuro e non so se sarà in Attiva: sto pensando di inserirmi in un’azienda che fa servizio di trasporto in bicicletta».
Nel frattempo, i 18 licenziati sono stati già sostituiti da altrettanti operatori attinti dalle graduatorie e che sono già al lavoro: «Non potevamo certo immaginare la decisione dei giudici a nostro favore», specifica Del Bianco, «ma abbiamo dovuto fare un'azione preventiva nei giorni scorsi, sostituendo il personale appena licenziato, per evitare un black out del servizio di raccolta per almeno una settimana, il tempo necessario a un’assunzione».
Ogni operatore ecologico (Attiva ne conta 180) guadagna 1200-1300 euro mese netti per 6 ore e 20 minuti di turno, sei giorni a settimana. Il costo lordo di ciascun dipendente per Attiva è di 40mila euro l'anno.

