Perse il marito a Marcinelle Addio alla vedova bambina

30 Luglio 2023

Maria Di Valerio aveva 18 anni quando il suo Camillo morì nella miniera belga Il sindaco di Manoppello: testimone della tragedia. Oggi i funerali dell’85enne

MANOPPELLO. Era la più giovane vedova di Marcinelle. Aveva 18 anni Maria Di Valerio, morta venerdì a 85 anni nella sua casa di Manoppello scalo, quando suo marito, Camillo Iezzi, fu inghiottito dalla miniera del Bois du Cazier, in Belgio, quel maledetto 8 agosto 1956. Era madre di una bimba di 14 mesi con un’altra in grembo nata tre mesi dopo, il 27 novembre, lo stesso giorno dei funerali del padre. La sposa-bambina, come è stata soprannominata, è scomparsa nella sua casa rosa di via XX Settembre, a 11 giorni da quel triste anniversario. Era malata da tempo, aveva subito un intervento chirurgico all'ospedale di Chieti, riuscito, con complicanze successive. Le dicono addio le figlie Gemma, Camilla e Silvia, i generi Ulderico e Marco, i nipoti Andrea con Alessia, Letizia con Lorenzo, Sara con Wladimiro, Nicole e Davide, i fratelli Giuseppe, Santino e Valerio. I funerali si svolgeranno oggi alle 17 nella chiesa di San Pancrazio muovendo dall'abitazione dove è stata allestita la camera ardente. Il sindaco di Manoppello, Giorgio De Luca, ha inviato una lettera al direttore del Bois du Cazier per annunciargli la scomparsa di una delle ultime testimoni di una tragedia che spazzò via la vita di 262 persone, tra cui 60 abruzzesi, 22 di Manoppello. «Pregiatissimo direttore, sono a comunicarle, con grande dispiacere “la morte”"di una donna, una pasionaria della memoria, dalla grande forza d’animo, che ha fatto della testimonianza e del ricordo della tragedia belga un tratto distintivo della sua esistenza. Come ogni anno dal 1956», prosegue il sindaco che ha inviato un messaggio di cordoglio alla famiglia a nome dell'amministrazione comunale, «anche il prossimo 8 agosto avremmo celebrato ancora una volta insieme il triste anniversario della tragedia. Ora Maria Di Valerio ci guarderà dal cielo, a 67 anni da quella che è comunemente riconosciuta come la catastrofe per antonomasia degli italiani all’estero».
«Perdiamo una preziosa testimone», aggiunge Davide Castellucci, presidente dell’associazione Marcinelle Per Non Dimenticare, «ma Maria ci lascia tanto, passione, memoria, forza che cercheremo di trasmettere alle nuove generazioni». La vedova Iezzi è nata a Serramonacesca il 13 maggio 1938 da mamma Eufresina Teresa D’Antonio e papà Donato, quinta di 9 fratelli. Se ne è andata circondata dall’affetto delle sue tre figlie, nipoti e pronipoti. Suo marito perse la vita a 26 anni e quella mattina di 67 anni fa sembrava essere come tante. Ecco cosa raccontò Maria Di Valerio, in una intervista al Centro di cinque anni fa: «Uscì alle 7.30 da casa, distante 500 metri dal pozzo. Io ero ancora a letto, facevo finta di dormire. Era il nostro gioco d'amore. Diede un bacio a me e a Gemma, 14 mesi, che era nella culla e accarezzò Camilla nella pancia, ero incinta di 6 mesi. Uscì sereno. Non si mostrava mai turbato. Tranne la sera prima, quando a tavola, durante la cena, mi disse a bruciapelo: "Se dovesse accadere qualcosa in miniera, non ti preoccupare perché so dove andare, mi salverò”. Non tornò più. Purtroppo quella via d’uscita era un vicolo cieco e lì lo hanno ritrovato senza vita. Non l’ho più visto, neppure da morto".