Perseguita la collega di lavoro ed entra nella sua casa: arrestato

26 Agosto 2021

L’uomo, 60 anni, nonostante il divieto di avvicinamento nei confronti della donna sposata e con figli ha ripreso a tempestarla di telefonate, messaggi e appostamenti. E la Procura ha disposto i domiciliari

PENNE. Si era invaghito di una collega, sposata e con figli, fino a trasformarla in un’ossessione. E ha iniziato a perseguitarla al punto da far temere alla donna per la propria incolumità.
E ieri per il 60enne di Penne, già sottoposto al divieto di avvicinamento nei confronti della collega, sono scattati gli arresti domiciliari.
L'uomo aveva iniziato a molestarla diversi mesi fa. Prima lettere e regali che le faceva trovare sotto casa e sul balcone, poi aveva cominciato a contattarla sui social e infine, qualche settimana fa, approfittando del fatto che era sola in casa, aveva provato, riuscendoci, a intrufolarsi nella sua abitazione attraverso una finestra lasciata aperta. In quel caso, a mandare all’aria i suoi piani erano stati i carabinieri che lo tenevano d’occhio, dopo che la vittima, esasperata, aveva chiesto loro aiuto. In quell’occasione il 60enne era stato arrestato in flagranza con le accuse di atti persecutori e violazione di domicilio. L’arresto, avvenuto il 6 agosto, era stato subito dopo convalidato e il giudice aveva disposto nei suoi confronti il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, anche lei residente nel capoluogo vestino. Ma nonostante il provvedimento del Tribunale, che gli imponeva di stare alla larga dalla donna, che non ha mai corrisposto le sue attenzioni, il 60enne, come se nulla fosse, ha continuato già dal giorno dopo con i suoi comportamenti morbosi a molestarla. Un incubo, per la vittima. Di nuovo messaggi, di nuovo telefonate, appostamenti e tentativi di avere un contatto con lei.
Di qui, la segnalazione ai carabinieri della compagnia di Penne, coordinati dal luogotenente Pasquale Columbaro, i quali avuta la conferma che l'uomo non rispettava le prescrizioni del giudice, e che aveva ripreso come prima e più di prima a perseguitare la donna, hanno inoltrato un nuovo rapporto alla Procura. E ieri, su disposizione del gip del Tribunale di Pescara, è stato disposto l’aggravamento della misura e il 60enne è stato sottoposto ai domiciliari. Stavolta, non dovrà muoversi per nessun motivo dalla propria abitazione, pena il carcere.
Per la vittima, forse, la fine di un calvario. Nei primi tempi, ha anche provato con le buone a farlo ragionare e soprattutto a fargli capire che non avrebbe mai ceduto alle sue richieste, senza però ottenere nessun risultato. L'uomo si era creato delle speranze e delle convinzioni sulla donna che non corrispondevano affatto alla realtà.
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