Pesca ko, riunione d’urgenza in Regione

Mucillagine e moria di cozze: Imprudente ascolta le imprese del settore, l’Arta, l’Izs di Teramo e le Asl
L’AQUILA. La Regione Abruzzo convoca d’urgenza la Conferenza della Pesca, dopo le segnalazioni e le richieste di operatori del settore ed imprese acquicole, per fare il punto sulle gravi difficoltà che stanno investendo la piccola pesca e gli impianti di molluschicoltura abruzzesi, colpiti dalle conseguenza di riscaldamento delle acque marine costiere, siccità e mucillagine.
«É una estate difficile», dichiara il vicepresidente della giunta regionale e assessore alla pesca, Emanuele Imprudente. Gli operatori hanno segnalato che le condizioni ambientali hanno determinato un forte stress e stato di sofferenza dello stock di molluschi, in particolare cozze e vongole, provocando morie di mitili in allevamento, con una consistente perdita di prodotto adulto; una moria altrettanto grave del mezzo prodotto (in crescita per la commercializzazione a novembre) e, soprattutto, una preoccupante moria del novellame che sta mettendo in serio pericolo la possibilità di avviare la produzione del prossimo anno.
Presenti oltre agli operatori del settore, alle associazioni di categoria e ai consorzi preposti anche gli enti di monitoraggio tecnico-scientifici, l’Istituto Zooprofilattico, l’Arta e i servizi competenti delle Asl, coinvolti per supportare il settore con la produzione dei dati scientifici, le rilevazioni adeguate e la ricerca di eventuali agenti patogeni.
«Vista le criticità del settore a livello nazionale, almeno per quanto riguarda la costa adriatica, avvieremo innanzitutto un raccordo con le altre Regioni, per coinvolgere la Commissione Politiche Agricole nazionale e il Masafa», assicura il vicepresidente Imprudente.
Nel frattempo l’assessorato regionale ha già accertato la possibilità di utilizzare due misure del Fondo europeo per la Pesca (Feampa), comprendendo anche il supporto per l’acquisto del seme, da attivare però, come previsto dalle normative vigenti, sulla base del danno accertato, quindi all’esito della verifica dei parametri economici. e cioè la perdita del 30% del fatturato o la mortalità maggiore del 20%. (c.s.)

