Pesca, pronti gli aiuti per lanciare la sfida anche al caro gasolio

12 Febbraio 2023

Al vertice del settore a Pescara l’intervento di Lollobrigida Il ministro alla Regione: brava, ha impegnato tutte le risorse

PESCARA. Circa 18 milioni di euro spesi che hanno generato oltre 34 milioni di investimenti per rivitalizzare il settore. Numeri che inquadrano l’Abruzzo tra le regioni più performanti nella gestione delle risorse del Fondo europeo Affari marittimi pesca e acquacoltura. È quanto emerso ieri mattina nel corso degli Stati generali della Pesca e dell’Acquacoltura in Abruzzo, organizzati dal Dipartimento Agricoltura, con la partecipazione in streaming del ministro Francesco Lollobrigida.
PARLA IL MINISTRO.
«L’Abruzzo incarna a pieno il modello della Sovranità Alimentare», dichiara Lollobrigida, «vogliamo continuare a promuovere la piccola pesca e l’acquacoltura in Abruzzo e in Italia. Degli 800 milioni stanziati, 150 saranno destinati all’efficientamento della logistica dei luoghi portuali. Ci sono 12 milioni per il fondo di solidarietà nazionale e circa 9,5 milioni per il Programma triennale della Pesca e Acquacoltura a cui si aggiunge la Misura contro il “caro-carburante”. Stiamo progressivamente dando avvio al nuovo fondo Feampa 2021-2027, che prevede 500 milioni di risorse comunitarie che vanno utilizzate in modo intelligente per la valorizzazione di tutti gli aspetti del comparto. Ci impegneremo per questo», conclude Lollobrigida.
TOCCA ALLA REGIONE.
«È stata una giornata estremamente importante», afferma il vicepresidente della Regione con delega all’Agricoltura e Pesca, Emanuele Imprudente, «e siamo particolarmente orgogliosi di apprendere che il nostro Abruzzo è un modello virtuoso nella gestione delle risorse per la pesca, essendo tra le Regioni più performanti d’Italia. Nel 2022», spiega il vice presidente, «siamo riusciti a spendere tutti i fondi europei a nostra disposizione per il comparto, raggiungendo e superando il target assegnato alla Regione Abruzzo dal Ministero delle Politiche agricole. Ma da oggi», conclude Imprudente, «si apre una nuova fase di ascolto e preparazione alla nuova programmazione, soprattutto dovremo lavorare per incentivare il coinvolgimento lavorativo dei giovani».
CHI C’ERA.
Presenti, tra gli altri, il comandante della Direzione Marittima di Pescara, Fabrizio Giovannone, la direttrice del Dipartimento Agricoltura, Elena Sico, la dirigente della Direzione Generale della Pesca marittima e dell’Acquacoltura, Eleonora Iacovoni, e il dirigente del Dipartimento Agricoltura, Francesco Di Filippo.
«Questo è l’inizio di un percorso importante», commenta Iacovoni, «l’Abruzzo ha dimostrato di avere una capacità di gestione della spesa e di impegno della stessa maggiore rispetto a tante altre regioni italiane. Gli Stati Generali della Pesca e dell’Acquacoltura rientrano nella nuova strategia che l’assessorato ha inteso avviare per un piano di sviluppo che prende il nome di Abruzzo Sostenibile Blue Deal».
IL FUTURO.
Per la direttrice Sico: «Dobbiamo mettere a terra una serie di interventi che realizzino gli obiettivi dell’Unione Europea, ma anche intercettare i bisogni e fare da apripista per potenziali beneficiari che hanno interesse di operare nell’ambito dell’agricoltura e perché no, della pesca e dell’acquacoltura. Appunto per questo lunedì 13 (domani, ndr) riuniremo i fondi regionali per una comunicazione integrata di tutte le parti: vogliamo ragionare in un’ottica di squadra unica e coesa». Infine il dirigente Di Filippo: «Abbiamo portato avanti e finanziato investimenti in favore delle aziende della pesca, acquacoltura e produzione, progetti di innovazione, ricerca scientifica e protezione dell’ambiente marino; tante cose hanno funzionato, tante possono essere migliorate ma vogliamo farlo stabilendo e programmando i prossimi interventi in accordo con gli operatori, fissando gli obiettivi finali, definendo gli investimenti per fasi successive, e programmando i bandi in funzione degli obiettivi finali. C’è ancora molto da fare», conclude, «ma siamo qui per dare all’intero settore la possibilità di potersi distinguere». (c.s.)