Pesca, un tesserino scatena lo scontro tra Wwf e Regione

Cancellato il sistema “segna catture” e stop alla formazione La denuncia: «Grave danno». Imprudente: «Nessun pericolo»
L’AQUILA. Niente più tesserino “segna catture”. Stop anche ai corsi di formazione per i pescatori. Un emendamento all’Emiciclo ha modificato la legge regionale sulla pesca nelle acque interne (28/2017). Dal 18 maggio, per l'esercizio della pesca nelle acque libere, basta avere la ricevuta del versamento della tassa regionale (se dovuta) e un documento d’identità. Il Wwf va all’attacco della Regione, che si difende attraverso l’assessore Emanuele Imprudente. Il mondo della pesca in Abruzzo ha numeri significativi se si contano gli sportivi tesserati (2.100 che svolgono attività agonistica) e gli appassionati (circa 20mila).
gli ambientalisti
«A un’attenta lettura della modifica», fanno sapere dal Wwf, «si evince come sia stata abolita anche la frequenza dei corsi di formazione per i pescatori (questione non evidenziata sul sito della Regione). I corsi, tra l’altro voluti e richiesti nell’ambito della definizione della legge proprio dal rappresentante Wwf alla consulta della pesca, Vincenzo La Monaca, rappresentavano un momento fondamentale di approfondimento e confronto rispetto alla gestione della fauna ittica e dell’impatto che l’attività di pesca può comportare sugli ecosistemi e non si ravvisa la necessità di eliminarli. Gravissima è l’eliminazione del tesserino, strumento per ricavare informazioni sulla tipologia del pescato, sui prelievi annui per progettare mirati piani di ripopolamento dei corsi d’acqua e anche per capire il tipo di attività di pesca praticata (notturna, nokill, a prelievo). I dati uniformi raccolti col tesserino sono confrontabili e utilizzabili anche per elaborazioni statistiche e studi scientifici. È inoltre uno strumento indispensabile per il controllo dell'attività da parte degli addetti alla vigilanza. Come si potrà ora, senza più l’obbligo, procedere alla raccolta dei dati, ai confronti statistici e agli studi scientifici e ai controlli? Soprattutto sarà molto difficile procedere a successivi ripopolamenti senza avere i dati di quelli già effettuati, tra l’altro con non poche risorse pubbliche». «Quest’amministrazione regionale», commenta Filomena Ricci, delegata Wwf Abruzzo, «continua a trattare le questioni ambientali con preoccupante pressappochismo addirittura modificando in peggio leggi esistenti e perdendo l’occasione per far crescere il confronto e la formazione di tutti gli attori sul territorio nonché di basare le scelte da effettuare su dati ed evidenze scientifiche. Il Wwf Abruzzo ha scritto al ministero dell’Ambiente e all’Ispra per chiedere se sia stato coinvolto l’Istituto Zooprofilattico quale organo tecnico scientifico di riferimento, visto che uno dei compiti principali dell’Istituto è quello di raccogliere i dati relativi alla pressione e allo sforzo di pesca nelle acque interne, in collaborazione con le associazioni dei pescatori». Esprime dissenso anche il presidente nazionale del Wwf Luciano Di Tizio, socio dell’Associazione italiana ittiologi acque dolci.
la replica dell’assessore
«La modifica è un atto del consiglio regionale», precisa l’assessore Imprudente. «Il sistema del tesserino ha mostrato evidenti limiti di funzionamento, non garantendo i risultati per i quali era stato istituito. Nulla cambia sotto l’aspetto scientifico, visto che è in via di definizione la carta ittica, strumento di conoscenza sullo stato complessivo di qualità dei corsi d’acqua e di individuazione degli interventi gestionali necessari per il recupero degli stessi, come sintesi di una complessa e lunga fase di studi. Nessun pericolo per la natura: i pescatori abruzzesi hanno una cultura ambientale a 360 gradi che si tramanda di padre in figlio. Nel rispetto delle norme di legge si è proceduto a una semplificazione della vita dei pescatori e dell’attività degli uffici».

