Pescara, arriva Mister traffico: pagato 3mila euro al mese

23 Ottobre 2014

Un architetto di Montesilvano vince il bando del Comune, dovrà monitorare la viabilità

PESCARA. Si chiama Giuseppe Di Giampietro il Mister traffico del Comune di Pescara, il professionista che ha vinto la selezione pubblica, bandita dall’ente, per la scelta di un direttore tecnico del «Centro di monitoraggio e gestione sulla sicurezza stradale». Una figura mai prevista sinora nel capoluogo adriatico e che costerà un bel po’ di quattrini all’amministrazione guidata da Marco Alessandrini: 45.676 euro per un anno, di cui 36.000 euro netti in busta paga del professionista.

Di Giampietro, originario di Montesilvano, vive a Milano dove fa l’architetto, nonché il docente del Politecnico di Milano. È un volto noto in Abruzzo, perché è stato consulente per i Piani del traffico in diversi Comuni della regione. Ha ottenuto tempo fa anche un incarico dal Comune di Montesilvano. «Abbiamo scelto Di Giampietro per il suo curriculum», ha spiegato il dirigente al settore della Mobilità di Pescara Giuliano Rossi, che ha proceduto alla selezione dei 23 partecipanti al bando, di cui uno escluso. In effetti Di Giampietro ha un curriculum da vero specialista del traffico. Su Internet si legge che è architetto, dottore di ricerca in Pianificazione urbana e dei trasporti, docente a contratto nel Laboratorio di progettazione urbanistica del Politecnico di Milano. È membro ordinario dell’Aiit (Associazione ingegneri del traffico). Coordina i corsi di aggiornamento su «Il progetto di strade» e «Rotatorie» al Diap nello stesso Politecnico. È, inoltre, giornalista pubblicista, autore di un archivio web. Dice di avere anche molti hobby, tra cui l’arte, l’architettura, l’urbanistica, l’informatica, i trasporti.

Ora, con uno stipendio netto di 3mila euro al mese, si dovrà occupare anche di Pescara. Nel suo contratto sono elencate, punto per punto, tutte le attività che dovrà svolgere, almeno sulla carta. E cioè, corsi di formazione per tecnici sul tema della sicurezza stradale; formazione dei tecnici analisti, rilevatori e istruttori delle analisi del traffico; gestione dell’apparecchiatura laser per rilievi stradali di traffico; formazione dei tecnici analisti e istruttori delle analisi degli incidenti, sulla base delle schede fornite dalle forze dell’ordine. E ancora: coordinamento e direzione del programma di ascolto dei cittadini sui temi del traffico, mobilità e sicurezza stradale; coordinamento delle fasi di analisi dei dati e redazione del rapporto finale di ciascuna azione progettuale, in collaborazione con i tecnici istruttori; valutazione dei punti critici nell’ambito della sicurezza stradale.

Tutti questi compiti per un Comune che non possiede nemmeno un Piano generale del traffico, perché quello realizzato dall’ex amministrazione D’Alfonso nel 2006, redatto da un esperto per una spesa di oltre 100mila euro, è scaduto da ben sei anni e le amministrazioni che si sono succedute non hanno mai provveduto a rinnovarlo. Di Giampietro non dovrà stilare un nuovo Piano del traffico. A quello ci penseranno altri esperti.

L’architetto neo direttore della sicurezza stradale, in pratica, dovrà monitorare la viabilità e analizzare i dati. Per questo, riceverà 36.000 euro, corrisposti in tre rate, ciascuna di 12.000 euro. Spesa che sale a 45.676 con gli oneri fiscali e previdenziali. Sono soldi che l’amministrazione è riuscita a recuperare da un vecchio fondo speso solo in parte, stanziato nel 2004 dal Comune a seguito della partecipazione a un bando della Regione per l’assegnazione di finanziamenti destinati alla sicurezza stradale. «Tra le somme a disposizione del quadro economico progettuale», spiega un atto del dirigente Rossi, «è stata prevista la voce “Creazione dei centri di monitoraggio e gestione” per 167.000 euro, di cui 131.000 a carico della Regione e 36.000 euro a carico di un mutuo contratto dal Comune». Il provvedimento del dirigente fa presente, infine, che il Comune è stato in un certo senso costretto ad affidare questo incarico all’esterno, dopo aver accertato «l’inesistenza di figure professionali idonee all’interno dell’ente».

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