Pescara, c’è un indagato per l’omicidio di via Leopardi

23 Novembre 2012

E’ un uomo che avrebbe litigato con Nicola Bucco, l’operaio di 53 anni accoltellato il 14 novembre nella sua casa. L'indagato si difende: "Non c’entro nulla". Gli inquirenti: è un atto dovuto per gli accertamenti

PESCARA. Perquisizioni, sequestri, interrogatori e il primo iscritto sul registro degli indagati per l’omicidio di Nicola Bucco, l’operaio di 53 anni accoltellato il 14 novembre nella sua casa in via Leopardi. E’ stato riascoltato dagli investigatori Giuseppe Del Rosario, l’uomo residente a Chieti ma frequentatore assiduo di Pescara, a cui sono stati sequestrati la macchina, il pc e alcuni indumenti che sono al vaglio degli inquirenti per capire se ci siano o no tracce di sangue. E’ per questo motivo, per l’esigenza di accertamenti tecnici non ripetibili, che Del Rosario è stato indagato con l’accusa di omicidio volontario, proprio per permettere agli agenti della Mobile guidati da Pierfrancesco Muriana e coordinati dal pm Gennaro Varone di condurre le indagini sull’auto e sui vestiti. Chi è Del Rosario? Ex custode del mercato di piazza Malta a Chieti e proprietario di una piccola barca al porto di Pescara, è l’uomo con cui Bucco avrebbe litigato qualche settimana prima della sua morte per circa 150-200 euro dati come anticipo da Del Rosario per un computer mai arrivato. Un episodio raccontato dall’amico e coinquilino saltuario di Bucco, Vittorio Massacesi: una lite considerata dagli inquirenti come l’episodio da cui partire per andare a ritroso, scavando nel rapporto tra Bucco e Del Rosario alla ricerca di un movente più consistente per uccidere. Del Rosario, agli investigatori, ha ammesso la lite con l’operaio morto avvenuta proprio la mattina del giorno dell’omicidio aggiungendo di essere estraneo al delitto. E ha ribadito quella versione spiegando, poi, che nel pomeriggio avrebbe lasciato la città per tornare a Chieti. E’ in quel lasso di tempo che Bucco è stato ucciso, tra le 14 e le 16 nel suo appartamento, colpito da quattro coltellate: alla gola, all’addome, allo sterno e alla guancia. Bucco e Del Rosario non dovevano conoscersi molto bene perché sembrerebbe che l’ex custode del mercato di piazza Malta quel giorno abbia chiesto nel quartiere di via Leopardi dove abitasse l’operaio di 53 anni. Intanto, anche ieri, gli agenti della Mobile hanno continuato ad ascoltare amici e conoscenti dell’operaio morto non ricavando particolari in più rispetto al quadro che già hanno. Attorno all’omicidio ruotano, poi, altre persone: l’ex moglie di Bucco Mayla e l’amico con cui l’uomo condivideva l’appartamento e che è stato il primo a trovare il corpo morto di Bucco. Massacesi, titolare di una bar nella zona, contribuiva a pagare l’appartamento di Bucco dove viveva, come ha raccontato, saltuariamente. C’è qualcosa, però, che non convince gli investigatori che, intanto, hanno iniziato anche a valutare la pista della droga.

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