Pescara, cinque arresti per rapina, furto e violenza sessuale

La polizia ha consegnato alla giustizia i responsabili di tre malefatte: tre fratelli rom accusati di furto ai danni di un'anziana malata, un marocchino complice della rapina di un telefonino e un trentenne che ha violentato una prostituta. I dati del questore: "Città più sicura"
PESCARA. Cinque arresti della polizia, nell’ambito di tre operazioni diverse. Tre fratelli sono rom sono stati sottoposti agli arresti domiciliari, su diposizione del gip, per un furto in abitazione, avvenuto nel pomeriggio del 16 ottobre scorso in via Cesano. La vittima è una donna di 87 anni affetta dal morbo di Alzheimer. Due di loro, dopo essersi spacciati per addetti al controllo del gas, si sono introdotti nella camera da letto della donna, portando via un anello in oro del valore di 500 euro, mentre un terzo fratello è rimasto in strada facendo da “palo”. Sono stati individuati grazie alla collaborazione della figlia della vittima, che ha incrociato i tre rientrando a casa. I fratelli finiti ai domiciliari sono: Franco, Walter e Guerrino Di Rocco, tutti residenti a Pescara, di 43, 36 e 45 anni.
Lahcen Khamlich, marocchino di 27 anni, invece, è stato arrestato e condotto in carcere per una rapina avvenuta nei pressi del terminal della stazione ferroviaria, a bordo di un autobus, il 9 novembre scorso. Con due complici si sarebbe impossessato del cellulare di un ragazzino, minacciandolo e strattonandolo. Gli altri due sono stati tratti in arresto nell’immediatezza dei fatti, sempre dalla polizia. Un 33enne nato in Cile e residente in provincia di Pescara, Rosamel Silvestri, invece, è stato arrestato perché accusato di aver violentato e rapinato una prostituta romena nel mese di luglio dell'anno scorso. La donna, dopo averlo rivisto, ha dato delle indicazioni che hanno consentito agli agenti di risalire a lui. "Operazioni distinte", fa notare il dirigente della squadra mobile Pierfrancesco Muriana, "ma unite da un filo comune che è l'impulso dato alla strategia di prevenzione e contrasto del crimine".
Città più sicura. Il questore Paolo Passamonti ha colto l'occasione per smorzare l'allarme che si è creato in città "come se fossimo in piena guerra fredda" e ha assicurato il massimo impegno delle forze dell'ordine. I dati sui reati a Pescara e provincia degli ultimi 5 anni, ha fatto notare, mostrano un aumento sia in città che in provincia tra il 2010 e il 2013, che è stato "l'anno nero", ma nel 2014, ha detto Passamonti, siamo tornati sotto "al livello del 2012 e per il 2015 prosegue questo trend e riteniamo che ci attesteremo su valori inferiori al 2010". Considerazioni, queste, che riguardano anche i reati contro il patrimonio (furti, rapine e truffe).
Il questore ha fatto notare che cresce la collaborazione dei cittadini e sono in aumento le chiamate al 112 e al 113. Ha sottolineato, poi, il "perfetto accordo" che c'è tra le forze dell'ordine per "sconfiggere la criminalità". "Stiamo lavorando bene e i risultati si vedono", ha concluso. "Noi ci mettiamo vita, cuore e anima affinché la città sia più sicura".

