Pescara, confiscati 500mila euro di beni al presunto boss

Polizia e Guardia di Finanza sequestrano a Paolo De Luca, ritenuto il capo della nuova Banda Battestini, quattro unità immobiliari, un furgone e un'autovettura intestate alla moglie. L'uomo è in carcere per le rapine in banca e ai portavalori avvenute tra il 2000 e il 2006
PESCARA. Beni mobili ed immobili per un valore di 500mila euro sono stati sequestrati stamani, su disposizione del Tribunale di Pescara, dalla Polizia e dalla Guardia di Finanza del capoluogo adriatico. I beni sono riconducibili a Paolo De Luca, 45 anni, già personaggio di spicco della nuova Banda Battestini. Il 45enne, a maggio 2013, finì in carcere dopo la condanna in via definitiva da parte della Cassazione, per una serie di rapine a banche e portavalori messe a segno tra il 2000 e il 2006 dalla banda di cui faceva parte. De Luca era considerato a capo dell'organizzazione, al pari di Massimo Ballone, ex componente della Banda Battestini. In particolare, sotto sequestro, nella zona di Fontanelle del capoluogo adriatico, sono finite quattro unità immobiliari - due appartamenti e relative pertinenze - un'autovettura e un furgone, per un valore complessivo di circa 500mila euro. L'operazione è il risultato di indagini portate avanti dalla Polizia e dalla Guardia di Finanza. Il 45enne, spiegano Questura e Finanza, è gravato da significativi precedenti penali e segnalazioni di polizia per reati contro il patrimonio, in particolare rapine, e sfruttamento della prostituzione; per lo Stato era privo di attività lavorativa lecita, dunque fonti reddituali. Tutti i beni, mobili ed immobili, originariamente cointestati al 45enne e alla sua ex moglie, sono attualmente intestati esclusivamente alla donna. L'ipotesi investigativa, poi accolta dall'autorità giudiziaria, è che tale trasferimento di proprietà sia stato un espediente posto in essere, in seguito alla fittizia separazione, per evitare l'aggressione patrimoniale da parte delle forze dell'ordine. Il sequestro è stato disposto nell'ambito del decreto legislativo noto come "Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione". Tale norma, infatti, può essere estesa a tutte quelle persone che rientrano nella categoria della criminalità comune purché risulti dimostrata la loro pericolosità sociale nonché la sproporzione tra il valore dei beni posseduti e i redditi dichiarati. L'operazione odierna è l'ennesimo provvedimento frutto della collaborazione avviata negli ultimi anni tra le diverse forze dell'ordine, nell'ambito della quale sono state intensificate le attività finalizzate all'aggressione dei patrimoni accumulati illecitamente. Dal 2007 ad oggi, in numerose operazioni, sono stati sequestrati e confiscati beni per 38 milioni di euro.

