Pescara conquista Londra con la pizza a portafoglio fatta da Silvestro

25 Maggio 2016

Il giovane pescarese ha cambiato vita nel Regno Unito. Il suo forno su quattro ruote è ricercatissimo nella City

PESCARA. E' cominciato tutto con un biglietto aereo di sola andata per Londra, quasi quattro anni fa. Era il 18 ottobre quando Silvestro Morlando, oggi 26enne, ha lasciato Pescara e la sua famiglia perché «volevo di più dalla vita» ed è volato nel Regno Unito per «un'esperienza» all'estero. Poi è rimasto lì, stregato dalla città, prontissimo a darsi da fare e corciarsi le maniche per realizzare i suoi sogni. Ci è riuscito, perché oggi sforna e vende pizze napoletane a portafoglio, «cioè piegate due volte su se stesse, come si usava dopo la guerra», all'Old Spitalfields Market, nella City, «il mercato più cool e uno dei più antichi» della città.

E lo fa a bordo di un furgone Citroen H-van blu sul quale ha sistemato un forno a legna. La sua pizzeria sulle quattro ruote, "Sud Italia", va decisamente forte: «Solo il sabato e la domenica vendo circa 300 pizze in poche ore, dice. Piace davvero molto» ed è gettonata non solo tra gli inglesi, che vengono a mangiarla dall'ufficio, scendendo «in giacca e cravatta», ma anche tra gli italiani e i turisti, che vedono questo furgone come «un'àncora di salvezza».

A Londra gli italiani sono molti, «c'è tanta competizione» in questo settore ma Morlando sa di aver imbroccato la strada giusta perché della sua start up «si è occupata anche la stampa» e ora gli hanno proposto di passare dallo street food a un ristorante vero e proprio, sempre all'interno del mercato situato a cinque minuti da Liverpool street station, e sta «valutando» l'offerta. E poi è in attesa che arrivi dall'Italia un altro mezzo, un Ape Piaggio, con il forno a legna all'interno, «per raggiungere anche altri mercati». Difficoltà ce ne sono state, eccome. All'inizio «non era semplice vivere a Londra, soprattutto per via della lingua, ma mi sono messo alla prova: volevo vedere fino a che punto avrei potuto resistere». I genitori pensavano che dopo tre mesi sarebbe tornato indietro e invece non si è dato per vinto, insieme alla fidanzata Micaela Di Giulio, che ora lo supporta sul fronte del marketing, lavorando sui social.

All'inizio si è sistemato in un ostello e dopo solo due giorni a Londra ha trovato la sua prima occupazione come lavapiatti, ma è stato «sfruttato e sottopagato» dopodiché ha avuto altre esperienze, sempre nel mondo della ristorazione, fino a quando ha deciso di cimentarsi con la pizza.

In questi anni le «sconfitte e i sacrifici» ci sono stati, ma Morlando non si è mai scoraggiato ed è andato avanti fino a quando è riuscito a creare qualcosa di suo, proprio con la pizza, che un po' sapeva fare «perché mio nonno era un fornaio, e poi le mie origini sono napoletane, di questo sono fiero». Il segreto del suo successo è «semplicemente una buona pizza con maturazione a temperatura ambiente di circa 36-40 ore utilizzando un 20% di farina integrale e un 68% di acqua, unendo tradizione e innovazione». La differenza rispetto agli altri è non solo nel furgone che lo ospita, ma è legata anche all'uso di prodotti esclusivamente italiani.

Che l'idea sia vincente lo dimostrano le offerte che ha ricevuto, per cedere l'attività a «cifre importanti», ma lui non ha accettato perché «a Londra ho la sensazione che si possa realizzare il proprio sogno nel cassetto, avendo la costanza di lavorare su un obiettivo, a differenza di Pescara o meglio dell'Italia. Quindi voglio andare avanti da solo per la mia strada», che non è la strada per Pescara. No, non sente la mancanza della sua città, se non «del mare e degli arrosticini».

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