Pescara, crollo nell’asilo dopo il via libera tecnico

10 Marzo 2015

Si staccano i pannelli del refettorio, sono franati a terra tra i banchetti e le sedie dell’asilo in cui non c’era nessuno. La mensa chiude per lavori. Due sopralluoghi non avevano rilevato rischi

PESCARA. Per due giorni i tecnici del Comune sono andati nella scuola dell’infanzia Bruno Munari in via Anelli senza notare – «perché nascosta alla vista», come spiegano – quell’infiltrazione di acqua che ha appesantito le doghe del controsoffitto venute giù nel refettorio della scuola. Era notte quando quei pannelli hanno ceduto e sono franati a terra tra i banchetti e le sedie dell’asilo in cui non c’era nessuno. «Un’infiltrazione che non era visibile», come spiegano il vicesindaco Enzo Del Vecchio e l’ingegnere Marco Polce costata solo la chiusura di ieri della mensa: una fatalità in cui solo la provvidenza ha evitato che quei pannelli cadessero con i piccoli a mensa.

Torna ancora l’emergenza scuole a Pescara e se, a metà febbraio, era stato l’intonaco dell’istituto De Cecco gestito dalla Provincia a franare durane l’orario di scuola colpendo tre ragazzi e ferendoli lievemente, ieri è toccato all’asilo comunale perdere pezzi a causa del maltempo. Ieri mattina, il refettorio della scuola che appartiene all’istituto comprensivo 6 è rimasto chiuso dopo che i dipendenti e la preside Ada Grillantini hanno trovato a terra alcuni pezzi di controsoffitto. Di nuovo, e per le terza volta in pochi giorni, i tecnici del Comune sono tornati nella scuola per un sopralluogo e per cambiare quel controsoffitto imbevuto d’acqua. Oggi, assicurano dal Comune, il refettorio della scuola Munari sarà riaperto con un nuovo controsoffitto ma resta il problema sicurezza nelle scuole soprattutto in un momento in cui i fondi latitano. «I controsoffitti sono delle trappole», spiega la preside Grillantini, «perché impediscono di vedere le volte e quindi di fare delle valutazioni anche se sono utili perché fonoassorbenti». Sono state le piogge abbondanti a far cadere quelle doghe in cui si era infiltrata l’acqua e che nessuno, nonostante due sopralluoghi, aveva notato. «D’altronde», aggiunge la preside, «il problema è quello che può accadere dopo la pioggia ed era presumibile che qualcosa accadesse. Le sorprese», aggiunge la dirigente, «si hanno quando smette di piovere».

E la sorpresa, fortunatamente, è arrivata di notte così, ieri, il Comune si è rimesso all’opera per cambiare il controsoffitto e sceglierne un altro che possa evitare imprevisti. Eppure la scorsa settimana, per due giorni consecutivi, il Comune si è recato nella scuola dell’infanzia senza segnalare particolari danni ma decidendo di rimuovere, domenica mattina, tre alberi i cui aghi stavano intasando i bocchettoni. Nella mensa, secondo i tecnici, non c’era nessuna emergenza. «E’ chiaro che quando accadono queste cose», prosegue la preside, «c’è una rinnovata attenzione per la sicurezza ma devo ammettere che quando ho chiesto assistenza – e mi riferisco ad almeno tre amministrazioni – il Comune mi è sempre venuto incontro restando in silenzio solo quando ho chiesto lavori più importanti, come l’ampliamento degli edifici. Certo», conclude, «spesso gli interventi servono solo a tamponare e non a risolvere».

Dopo l’episodio di ieri partirà una ricognizione di tutti gli intonaci delle scuole. «Analizzeremo le strutture dei soffitti degli edifici scolastici e produrremo un resoconto specificando tipologie e vulnerabilità», spiega il vicesindaco aggiungendo che sta cercando di trovare fondi «per le situazioni di emergenza». Perché accanto al maltempo e alla manutenzione, la sicurezza delle scuole deve scontrarsi anche con le casse comunali vuote.

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