Pescara, Curcio alla festa del volontariato: la mia presenza non è uno spot

Il nuovo capo del Dipartimento della Protezione civile assiste alle esercitazioni e dice: formazione e autotutela per un volontariato di qualità
PESCARA. Festa grande per i volontari abruzzesi questa mattina a Pescara, che ne sono diecimila in tutta la regione, e di questi 8.500 solo di Protezione civile. “Siete i migliori perché donate tempo e passione, facendovi carico dei problemi degli altri. Grazie”. Con queste parole il presidente della Giunta regionale Luciano D’Alfonso ha iniziato il suo discorso di saluto e ringraziamento ai tantissimi volontari radunati stamattina in piazza Salotto a Pescara per la prima edizione della Giornata regionale del volontariato di Protezione civile, che ha visto come ospite d’onore il nuovo Capo Dipartimento della Protezione civile nazionale Fabrizio Curcio, nominato dal governo Renzi appena quindici giorni fa. Presenti con loro anche decine di sindaci provenienti da tutto l'Abruzzo.
“Ringrazio anche i sindaci e il personale dei Comuni – ha proseguito D’Alfonso – che hanno gestito piccoli e grandi drammi. Lo Stato si fa riconoscere nelle emergenze, è la catastrofe che rivela la capacità di risposta di una struttura. Sappiamo che le risorse sono limitate, quindi bisogna elevare la qualità programmatoria e organizzativa: in questo siamo stati perfetti ma ora dobbiamo innalzare il livello della capacità di reazione. A Curcio dico: scommettiamo sulla formazione per far sì che al volontariato si aggiunga la potenza dell’imprenditoria privata”.
A proposito dei black out elettrici verificatisi in diversi centri d’Abruzzo a seguito dell’ondata di maltempo del marzo scorso, il Presidente della Regione ha affermato: “Ho aperto una vertenza con Enel, perché un colosso del genere non può considerarsi un corpo estraneo durante una calamità; ci vogliono più investimenti e meno pubblicità”. Parlando della richiesta dello stato di emergenza inoltrata al governo, D’Alfonso ha spiegato che “abbiamo fatto istanza per la guerra del 5 e 6 marzo con una mole veritiera di dati: vogliamo che l’istruttoria si concluda rapidamente e che i nostri parlamentari facciano arrivare in Abruzzo più fondi per combattere il dissesto. La Regione sta facendo la sua parte: nel 2014 abbiamo assegnato 60 milioni per la mitigazione del rischio idrogeologico, ora ne arriveranno altri 80 di cui 26 dall’Unione Europea. Si tratta di numeri importanti ma le emergenze sono tante: penso all’alto Vastese, alla Val Fino, all’area Vestina e ai comuni del Chietino come Vasto, Treglio, Bucchianico e il capoluogo stesso. Basta con le "feste di compleanno" su questo argomento – ha concluso il Presidente – ci vogliono risorse e organizzazione”.
Fabrizio Curcio – che ha lavorato a L’Aquila per sei mesi nella fase post-terremoto – ha esordito così: “L’emozione che provo nell’essere qui è difficile da contenere, ho rivisto tanti volti familiari e siete riusciti a farmi sentire a casa”. Entrando nello specifico, il Capo Dipartimento ha osservato che “bisogna ragionare prima, altrimenti si arriva impreparati al momento dell’emergenza. Qui vedo una comunità che ha saputo fare sistema nelle sue varie forme, non a caso i volontari abruzzesi sono stati gli ultimi ad andare via dall’Emilia dopo il terremoto del 2012. Noi vogliamo puntare su un volontariato di qualità attraverso la formazione e l’autotutela, con un servizio che sia integrato con le altre strutture istituzionali e impegnato nel raggiungere rapidamente il cittadino in difficoltà. Ringrazio la Regione per le risorse che sta mettendo a disposizione: la richiesta dello stato di emergenza è stata fatta bene e l’istruttoria terminerà la prossima settimana. Saluto e ringrazio tutti con una promessa: la mia non è una presenza spot, verrò spesso in Abruzzo”.


