Pescara da percorrere in bicicletta ecco le tre linee della Ciclopolitana

3 Novembre 2016

PESCARA. Domeniche ecologiche, targhe alterne, rotatorie: di soluzioni per ridurre il traffico in città, e quindi lo smog, se ne sono provate tante e di tutti i tipi negli ultimi anni, ma con i primi...

PESCARA. Domeniche ecologiche, targhe alterne, rotatorie: di soluzioni per ridurre il traffico in città, e quindi lo smog, se ne sono provate tante e di tutti i tipi negli ultimi anni, ma con i primi freddi e i primi termosifoni accesi il risultato è ancora lo stesso: polveri alle stelle e aria irrespirabile. E allora la domanda è: viste le premesse, e considerato il fallimento di quelle misure, che cosa intende fare il Comune per intervenire definitivamente a difesa della salute dei cittadini e della vivibilità della città?

Risponde il vice sindaco Enzo Del Vecchio, fino a un mese fa delegato alla Mobilità, prima di passare il testimone al neo assessore Stefano Civitarese. «È chiaro che le targhe alterne, come le domeniche ecologiche sono dei palliativi, tenendo però conto che nel periodo invernale non è il traffico ad alzare l’inquinamento, ma l’accensione delle caldaie che incide per un buon 60 per cento. Detto questo, considerato pure che ogni mattina, stando a un vecchio studio del 2005, entrano a Pescara circa 100mila macchine, stiamo lavorando su un doppio fronte: la redazione del nuovo piano del traffico che sarà pronto tra un anno, affidato a un’associazione temporanea d’impresa, e la rete delle piste ciclabili con l’incremento dell’utilizzo del trasporto pubblico attraverso il Piano urbano della mobilità sostenibile, il Pums, di cui si occupa direttamente l’assessorato con il dirigente del settore e il nuovo mobility manager».

Spiega quest’ultimo, l’architetto Pier Giorgio Pardi, responsabile di mobilità e parcheggi del Comune: «Abbiamo analizzato i flussi di traffico attraverso i laser del Centro monitoraggio della sicurezza stradale. E i dati ci dicono che il traffico si concentra tra le 7,30 e le 9, le 13 e le 14,30, le 17,30 e le 19 per il forte fenomeno del pendolarismo e per comportamenti che si ripetono quotidianamente, come andare a lavoro e portare i figli a scuola. Questo ci dice che dobbiamo studiare strategie per disincentivare l’uso dell’auto privata soprattutto in queste fasce orarie». E il punto di forza di questa azione, oltre al trasporto condiviso su mezzi privati, il cosiddetto car pooling coordinato attraverso un software, ci sono le piste ciclabili. E, più in particolare, la “Ciclopolitana”.

«In tanti hanno criticato la pista ciclabile azzurra di via Regina Margherita», spiega Pardi, «ma quel colore sarà quello che caratterizzerà altri tratti, il prossimo in via Muzii ad esempio. Il progetto si propone di creare una vera e propria rete che si sviluppa su cinque assi con tre linee, proprio come quelle della metropolitana. L’azzurra, la gialla e la verde. Per realizzarle, abbiamo messo nel piano triennale delle opere pubbliche 750mila euro. Piste ciclabili che affiancheranno i normali percorsi in auto per andare al lavoro e per muoversi in città: viale Marconi che si collega a corso Vittorio, viale Pepe, dall’università, al mare, dal ponte delle libertà al mercato coperto di Portanuova, e anche viale Bovio e via De Gasperi. Anzi, proprio in via De Gasperi i lavori partiranno a giorni. Tutte piste che», conclude l’architetto Pardi, «si ricollegheranno ai 21 chilometri di piste già esistenti. Ma i risultati di tutta la Ciclopolitana si vedranno tra un anno e mezzo».

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