Pescara: droga e soldi riciclati nei locali, chiesto l’arresto per Martelli

Nel mirino della procura un sistema di reinvestimento dei proventi illeciti in negozi e sale scommesse. Per altri 5 indagati si va verso i domiciliari, il pm: «Reddito di cittadinanza e tenore di vita spropositato»
PESCARA. La procura di Pescara vuole mettere fine a una serie di investimenti altamente sospetti da parte di malavitosi locali e non (il reato contestato è trasferimento fraudolento di valori) che mettono a frutto i guadagni illeciti, conseguiti in particolare con il traffico di droga, in attività di copertura intestate a terze persone. E questa volta, nel mirino del pm Fabiana Rapino e della polizia che ha condotto le indagini, c'è un personaggio piuttosto noto alle cronache come Roberto Martelli e altri personaggi a lui vicini, insieme ad esponenti di una nota famiglia campana.
LA RICHIESTA
Oltre a chiedere una serie di sequestri preventivi di beni, la procura chiede il carcere per Martelli (attualmente già detenuto per altre vicende), mentre per sua moglie, Debora Gargivolo, Luca Ciuffetelli, Sergio D'Alonzo, Alan Balducci e la napoletana Roberta Muro, gli arresti domiciliari. Lunedì ci sono stati gli interrogatori preventivi dove tutti avrebbero risposto alle domande del gip Giovanni de Rensis, ad eccezione di Gargivolo, e quindi si attende soltanto la decisione del giudice. Nella premessa il pm Rapino è piuttosto esplicita quando sostiene che gli esiti delle indagini hanno portato «all'individuazione di possibili canali di reinvestimento dei profitti illeciti derivanti dalla commissione di reati che hanno dimostrato l’esistenza di forti legami tra nuove figure criminali, altre che cercano di emergere, e Roberto Martelli, quest'ultimo da sempre in grado di tessere reti con vari gruppi criminali, e di rimettere in circolazione i guadagni nel tessuto economico pescarese. Tutto ciò approfittando innanzitutto della complicità di una famiglia di origine napoletana, i Muro/Grande, da pochi anni stabilitasi a Montesilvano, e finanche di membro del gruppo riconducibile a Sergio Ciuffetelli di Francavilla al Mare, prima “compare in affari di droga” e poi costretto a collaborare per un “debito assunto per un quantitativo di narcotico acquistato e non pagato”».
GLI AFFARI
Dunque, come si vede, gli affari principali nascono dal traffico di droga e gli investimenti riguardano attività commerciali di vario genere, tutto dettagliatamente riportato nei capi di imputazione: da negozi di abbigliamento a sale scommesse, a disco club in pieno centro storico. Nella richiesta di arresti il pm richiama spesso anche una precedente operazione dei carabinieri “Master Cleaner”, «che ha preso il nome dalla “ripulitura” del denaro sporco, che ha svelato come Martelli, insieme alla moglie, con la costante collaborazione di Balducci, gestiva, seppur non ufficialmente, un centro scommesse a Rancitelli con il quale reimpiegava il guadagnato con lo spaccio di droga». Ma la procura mette anche in evidenza la gestione familiare di Martelli/Gargivolo nella vita quotidiana. «In famiglia vivevano con il reddito di cittadinanza, ciononostante il tenore di vita di tutti, di ogni singolo componente, era paragonabile a quello di persone molto facoltose. Le auto prese a noleggio ed i motorini di cui disponevano; le feste eccessivamente sfarzose, organizzate al ristorante (50mila euro, come Martelli stesso ammette in una intercettazione ambientale nella cella del carcere, spesi per la comunione della figlia) e a casa offrendo droga agli ospiti; l’abbigliamento ricercato ed il lusso sfoggiato e la casa popolare trasformata in villa arricchita con una piscina tuttora esistente lo dimostrano».
IL TENORE DI VITA
Un tenore di vita altissimo che «fa ritenere verosimile che vi sia un forte flusso di denaro non tracciato. Ciò è oltremodo dimostrato dalla preoccupazione di portare, sempre e in tempi ridotti, il proprio conto corrente a un saldo pari o prossimo a zero, ovvero mantenendovi solo la liquidità per le spese immediate, forse per evitare che le eccessive giacenze attirino l'attenzione dell'Agenzia delle Entrate». E nelle esigenze cautelari il pm afferma: «le evidenze investigative hanno definitivamente messo in risalto le responsabilità in capo a tutti gli altri soggetti che, con la loro condotta, sono riusciti a far nascondere al principale indagato la titolarità effettiva delle risorse utilizzate per acquistare beni ed avviare imprese segnalate». E quindi, oltre a chiedere le misure cautelari personali, la procura avanza al gip anche sequestri preventivi di una serie di attività riconducibili, a detta degli inquirenti, al principale indagato Martelli che, pur se detenuto, è sempre riuscito a contattare i suoi "collaboratori" più stretti anche con cellulari illecitamente introdotti in carcere. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Marco Di Giulio, Manuel Sciolè, Melania Navelli e Leone Di Giannantonio.

