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8 luglio

8 Luglio 2026

Oggi, ma nel 1941, a Poggiofiorito, in provincia di Chieti, la tisi si portava via a 36 anni Tommaso Coccione, virtuoso della fisarmonica, soprannominato non a caso "Mille dita", che era riuscito a farsi apprezzare ben fuori dai confini dell'Abruzzo: s’era esibito pure al Waldolf Astoria di New York con l'orchestra del violinista spagnolo Enric Madriguera e a Roma, ai Fori imperiali, in occasione della visita di Adolf Hitler a Benito Mussolini, il 6 maggio 1938. Il 4 settembre 1938 aveva partecipato, ad Ortona, alla XV Maggiolata, su invito dell’ortonese Guido Albanese, vera icona della musica tradizionale abruzzese. Quest'ultimo, nel 1922, aveva composto l’apprezzata canzone folkloristica “Vola vola vola”, su versi del poeta dialettale Luigi Dommarco, suo concittadino.

Le cure del medico Levino Pace di Orsogna non riuscivano a salvare Tommaso Coccione dalla più grave forma di tubercolosi polmonare. Molto aveva influito sull'aggravarsi della malattia lo stile di vita sregolato e sacrificato causato dai concerti e dalle faticose sessioni di prove. Lasciava la moglie Angela Cibotti, di 27, e i figli Vincenzo, di 3, e Camillo, di 12 mesi. Aveva iniziato a suonare con l’organetto regalatogli a 10 anni dallo zio Costantino. Poi era stato il maestro Angelo Recchia a scoprireil talento del giovane Tommaso. Poi, per migliorarsi, era sbarcato in America il 13 marzo 1921, a bordo del transatlantico “President Wilson”, salpando da Napoli, per raggiungere Seattle dove c’erano il padre Vincenzo e la madre Camilla. Tra le opere verrà ricordato in particolare "Il valzer di Coccione" ovvero "Napoli sempre canta", incisa a Detroit per l'etichetta discografica Okeh, nel 1928.

Aveva partecipato alla realizzazione del film in bianco e nero “Torna caro ideal”, del 1939, sulla vita dell’ortonese Francesco Paolo Tosti, diretto da Guido Brignone, su soggetto di Ettore Maria Margadonna da Palena con Aldo Vergano. Tutta la vicenda musicale e umana di Coccione verrà rievocata nelle cento pagine del volume scritto dal figlio Camillo col germano Vincenzo, intitolato “Tommaso Coccione, una vita per la fisarmonica”, con ricco corredo iconografico (nella foto, particolare, una delle immagini dell'apparato con Coccione, evidenziato nel riquadro azzurro, in abito da gran serata e il suo amato strumento fatto realizzare con accorgimenti tecnici su richiesta dalla ditta Mariano Dallapè di Stradella nell'Oltrepò Pavese), che sarà pubblicato dall’associazione culturale poggese intitolata alla memoria dell'artista, nel 2014.