Calcio

Espulsione revocata al Mondiale, Zazzaroni: «Inammissibile. Fifa al soldo dei potenti»

7 Luglio 2026

Il direttore del Corriere dello Sport interviene sulla polemica di queste ultime ore: «Infantino perde credibilità giorno dopo giorno, questa è l’ennesima prova»

PESCARA. «Inammissibile, antisportivo, gesto scorretto e meschino. Sono arrabbiatissimo e questi sono gli unici termini che mi vengono in mente ripensando a quello che è successo in America». Le parole pronunciate da Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport e showman del mondo calcistico, descrivono la polemica che si è abbattuta sull’edizione dei Mondiali 2026 negli Stati Uniti, in Canada e in Messico dopo la revoca della squalifica a Folarin Balogun, attaccante della nazionale statunitense.

Zazzaroni, qual è il suo pensiero?

«Pensiero? Qui non c’è nulla da pensare. Quello che ha fatto Infantino (presidente della Fifa, ndr) è sotto gli occhi di tutti. Una scelta inammissibile, presa perché al soldo di Trump. Nessuno dice nulla e lui resta, come al solito, impunito».

Pensa che Trump sia coinvolto?

«Certo. Appena saputa la notizia, la prima cosa che ho fatto è stata chiamare Infantino. Mi ha detto: “No, è una scelta presa dalla Commissione”. Poi, invece, Trump l’ha sputtanato in diretta televisiva. Non so come pensi di andare avanti con questa credibilità».

Quel video parla chiaro. Ma calcio e politica, in qualche modo, devono coesistere.

«La politica ha bisogno del calcio e, per affermarsi, cerca consenso nello sport. Ma qui è stata superata una linea rossa. Infantino e Trump stanno usando i Mondiali per accrescere il proprio consenso, ma lo fanno sulle spalle delle persone. Trump sperava che gli Stati Uniti potessero arrivare in fondo per distrarre l’opinione pubblica da quello che è realmente, mentre Infantino continua a mettersi al servizio dei potenti. E il bello è che non è nemmeno la prima volta».

Cioè?

«Perché i Mondiali in Qatar del 2022 non sono stati un favore ai potenti? L’ampliamento dei prossimi Mondiali a 64 squadre? E il caso della Coppa d’Africa assegnata al Marocco a tavolino?».

Non saprei.

«Lei sa dove si giocherà il prossimo Mondiale? Glielo dico io: Portogallo, Spagna e Marocco. Tragga le sue conclusioni. Infantino sta facendo marcire un sistema e nessuno ha il coraggio di ammetterlo o, quantomeno, di provare a contrastarlo».

In realtà più di qualcuno ha manifestato dissenso nei confronti del provvedimento.

«Sì, ma ormai è una questione politica. Non servono a niente i comunicati del Belgio o le dichiarazioni di Garcia (Rudi, allenatore del Belgio, ndr). Continuano a fare come gli pare e stanno rovinando il calcio. Dall’enorme cavolata del Mondiale per Club della scorsa estate fino a questa scenetta grottesca messa in atto da Trump e Infantino».

Quali sono le soluzioni?

«Sa qual è il problema? Che questa è gente che non puoi far cadere. Sono pieni di agganci, di accordi e, soprattutto, di scheletri nell’armadio. Nessuno ha la voglia di combattere davvero o di mettersi contro questi personaggi».

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