Pescara, fermo per 3 giorni l’acceleratore lineare che cura i tumori

24 Dicembre 2016

L’apparecchio sistemato alla vigilia di Natale. I medici insistono: "Il nuovo arriverà a giugno, ma ne servono due realmente efficienti"

PESCARA. In tilt ancora una volta l’acceleratore lineare per la radioterapia oncologica dell’ospedale di Pescara. L’obsoleto apparecchio si è fermato per tre giorni, ha ripreso a funzionare ieri mattina dopo l’intervento dei tecnici che sembra abbiano sostituito un “pezzo”. Sul costo dell’operazione non si hanno conferme ufficiali, ma sembra che si aggiri sui centomila euro. Ovviamente nelle 72 ore di stop i malati hanno dovuto saltare le sedute di radioterapia «la cui continuità è importantissima per l’efficacia delle stesse», fa notare Marco D’Alessandro, primario della radioterapia oncologica fino allo scorso novembre, ora in pensione e non ancora sostituito, «spiegare perché sarebbe complesso, diciamo genericamente che ogni volta che avviene l’irradiazione muore un certo numero di cellule neoplastiche e altre si “prodispongono” alla successiva aggressione radiologica. Se passa più tempo del prescritto l’effetto diciamo che scema, bisogna aumentare le dosi. Insomma interrompere non va mai bene». Il reparto si è già attivato per recuperare le sedute perse e nonostante le festività si cercherà di farne anche di sera. Con evidenti disagi per i malati e il personale, anche proprio in considerazione del Natale.

L’ennesimo stop dell’obsoleta apparecchiatura ripropone il problema dell’insufficienza della dotazione strumentale della Asl per la cura dei tumori con radioterapia. L’Azienda sanitaria locale ha avviato i lavori per l’istallazione in un apposito tunnel di un nuovo acceleratore lineare che, acquistato nel 2014 per un milione e 800mila euro, dovrebbe arrivare a giugno ed entrare in attività rapidamente, affiancando quello “in funzione” ora, comperato 13 anni fa e sovrutilizzato per circa 13 ore al giorno. Ma la vita media di questi apparecchi non supera i 10 anni, e infatti l’acceleratore mostra tutta l’usura del tempo rompendosi in continuazione.

Tra l’altro negli ultimi due lustri la tecnologia nel campo ha fatto passi da gigante. «Nel 2015 rispetto all’anno precedente 250 pazienti in meno si sono sottoposti a radioterapia all’ospedale di Pescara a causa dei continui guasti del macchinario», ricorda D’Alessandro. «Un solo acceleratore non basta», ripete, «quando arriverà il nuovo si potrà comunque contare su un solo acceleratore efficiente, perché il vecchio è, appunto, vecchio. Troppo». Di recente il Movimento 5 stelle ha chiesto alla Regione di inserire nel bilancio della Sanità l’acquisto di un altro acceleratore per Pescara, ma non ha ottenuto risposte. «Bisogna pensarci ora», insiste il medico, «perché abbiamo visto che tra la delibera e l’arrivo effettivo passano anni. I malati non possono aspettare».

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