Pescara, fogne fuori uso e la strada si allaga

4 Settembre 2014

Il caso di via degli Equi: cantiere infinito dal 2008 vasche distrutte, pompe da cambiare e fili elettrici scoperti

PESCARA. «Fili scoperti», «attacchi provvisori», impianto elettrico «completamente fuori norma». Succede in via degli Equi, una strada incompiuta di Porta Nuova, stretta tra la ferrovia e via D’Annunzio. Alla prima pioggia, la strada si allaga: accade perché le fogne non funzionano ancora. Eppure già dal 2008 via degli Equi avrebbe dovuto essere una strada con i tombini, marciapiedi e lampioni. Invece, l’accordo di programma – un palazzo in cambio di opere pubbliche – è finito, per ora, su un binario morto. Dopo le proteste dei residenti, il Comune ha scoperto che le fogne sono fuori uso: l’11 luglio scorso sono stati affidati a una ditta di Sulmona, la Pavind, lavori di pulizia della vasca di raccolta e sostituzione delle lastre di copertura «completamente corrose». Un intervento da appena 2.806 euro.

Ma quando gli operai sono arrivati nel cantiere abbandonato di via degli Equi, facendosi largo tra erbacce e rifiuti, hanno scoperto che «i collegamenti elettrici all’interno della vasca sono completamente fuori norma», così scrive il dirigente comunale Tommaso Vespasiano, «con attacchi provvisori e fili scoperti non garantendo l’incolumità pubblica e la riattivazione delle pompe non può essere effettuata a causa del loro completo danneggiamento». Un sistema di smaltimento delle acque bianche e nere da rifare: è questa la causa dei disagi che i residenti devono sopportare.

Il Comune è stato costretto a intervenire: è «urgente e necessario», recita l’atto di Vespasiano, «garantire il funzionamento della vasca a servizio di una vasta area per la raccolta delle acque bianche e nere in attesa di un intervento definitivo da programmare», sottolinea il dirigente, «come previsto nel progetto inerente la convenzione sottoscritta nel 2008 per l'accordo di programma di via degli Equi, mediante la sostituzione delle pompe di sollevamento e adeguamento dell’impianto elettrico». Questo è un passaggio centrale del documento del Comune perché rimette in gioco la convenzione di 6 anni fa: uno scambio, tra amministrazione e ditta, come previsto dalla delibera del consiglio comunale numero 46 del 25 febbraio 2008, prima amministrazione D’Alfonso, nel quale, se da una parte la Gestimmobili s’impegnava a realizzare il tratto di collegamento con tracciati carrabili, pedonali e ciclabili, oltre al sistema fognario di via degli Equi e il collegamento della condotta fognaria esistente in via Seneca fino alla nuova condotta di via degli Equi, dall’altra il Comune autorizzava alla costruzione di una palazzina.

Lo stabile è stato già costruito, ma, per il Comune, i lavori che la società avrebbe dovuto portare a termine non sono ancora finiti mentre il tutto si sarebbe dovuto concludere entro i primi 205 giorni dall’inizio dei lavori: in meno di un anno. Il 19 settembre 2013, con l’amministrazione Albore Mascia, è stata approvata una perizia di variante, «Opere di urbanizzazione accordo di programma (ex Pue 6.02/B) via Misticoni-ditta Gestimmobili srl». Durante l’approvazione della variante, Antonio Blasioli, all’epoca consigliere Pd di opposizione e oggi presidente del consiglio, aveva chiesto: «Il Comune, così come stabilito, riscuota la polizza per il ritardo dei lavori, che è pari alla differenza tra il valore dei lavori previsti e quelli finora realizzati. Ovvero 420 mila euro». Infatti, secondo i calcoli del Comune, dei 670 mila euro di lavori previsti, solo per 250mila ci sarebbe stata la realizzazione. Per adesso, il cantiere resta fermo. Sarà una ditta di Pianella, la Pace Dino, a cambiare le pompe di sollevamento per un importo di 7 mila euro, comprensivo dell’assistenza tecnica e del controllo remoto del funzionamento mediante modulo Gsm per un periodo di 24 mesi».

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