Pescara, folla commossa per l’ultimo saluto a Giovanna Porcaro

Via Cavour chiusa alle auto e chiesa gremita per il funerale dell’ex assessore: «Una donna da ammirare»
PESCARA. Due anni fa, tutte le domeniche che poteva, alle 18.30, andava alla messa degli Artisti, alla fine della quale si poteva assistere a un concerto organistico, promosso proprio da lei. E forse per questo è stata scelta la chiesa della Beata Vergine del Rosario di via Cavour, per celebrare i funerali di Giovanna Porcaro, scomparsa a 56 anni l’altro ieri dopo una breve malattia.
Una chiesa stracolma, ieri, per l’ultimo saluto all’ex assessore alla cultura della giunta dell’ex sindaco Luigi Albore Mascia (presente alla cerimonia), con via Cavour chiusa per un tratto alle automobili per quanta gente c’era fuori dalla chiesa. Una cerimonia toccante celebrata, insieme col parroco don Rodolfo Soccio e l’accolito Mario Contessa, da monsignor Ignazio Arrieta, vescovo e segretario del pontificio consiglio per i testi legislativi, giunto direttamente dal Vaticano «perché ci conoscevamo da tempo», ha sottolineato l’alto prelato a funzione ultimata.
Di fronte ai partecipanti, tra cui si sono visti i sindaci di Pescara e Montesilvano, Marco Alessandrini, con la fascia tricolore, e Francesco Maragno, il prefetto Vincenzo D’Antuono, il questore Paolo Passamonti, l’ex presidente della Provincia Guerino Testa, l’ex rettore dell’Università di Chieti-Pescara Uberto Crescenti, e poi gli ex membri della squadra governativa di Mascia, a partire da Nicoletta Verì e altri esponenti politici, come l'assessore comunale Adelchi Sulplizio e il consigliere comunale Carlo Masci, il vescovo ha sottololineato la generosità che Giovanna Porcaro ha donato in vita, con le sue molteplici attività politiche, culturali e associative. «Aveva una soluzione per i problemi di tutti». Insomma, una vita spesa per gli altri, quella di Porcaro - che lascia il marito, Lanfranco Sabatini, e due figli, Leonardo e Lorenzo - e «coerente nella fede cristiana», ha ancora aggiunto Arrieta. «Il tutto», ha continuato, «con grande responsabilità e senso cristiano e senza farlo pesare, anche in virtù di una crescita personale, e sapendo che stava portando avanti un combattimento molto serio».
«Aveva un senso molto combattivo e positivo, che dobbiamo ammirare», ha proseguito il vescovo, «e dietro il sorriso sofferente, aveva la fortezza, e dunque affrontava le grosse difficoltà che aveva davanti con normalità». Un vuoto, quello lasciato dalla scomparsa dell’ex assessore, nonché ex dirigente di Telecom e assistente universitaria, che ieri dal pulpito, interrotto più volte dalla commozione, è stato messo in luce dal marito di Giovina Zulli, presidente dell’associazione I colori della vita, Alessandro Pizzolante. «Sei stata un regalo prezioso», ha detto Pizzolante, «continueremo a lavorare con impegno e fiducia», ha detto riferendosi al progetto fortemente voluto dalla Porcaro per la donazione di parrucche per malate oncologiche. Ma testimonianze e ricordi sono arrivate da più parti. Un’amica ha citato un messaggio che Porcaro domenica scorsa le aveva inviato e nel quale sottolineava che non si sarebbe «mai arresa», mentre un’altra amica ha evidenziato «il filo rosso che legava la sua vita individuale a quella sociale». Giovanna Porcaro riposa nel cimitero di Montesilvano.
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