Pescara, giovani prostitute dalla Bulgaria: tre arresti e 9 denunce

8 Aprile 2016

Dopo sette mesi di indagine i carabinieri smantellano un'organizzazione composta da bulgari che ricavava dallo sfruttamento delle donne 50 mila euro al mese. Le ragazze venivano controllate dal "vecchio in bicicletta"

PESCARA. Sette mesi di indagini da parte dei carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Pescara, in collaborazione con la Polizia Bulgara, i Servizi per la Cooperazione Internazionale e i servizi Europol, sono culminati questa mattina con l'arresto di tre cittadini bulgari e la denuncia di 9 loro connazionali, tutti accusati di sfruttamento della prostituzione con aggravante della transnazionalità. L'operazione è stata denominata "Ombre Bulgare", per la nazionalità di arrestati e vittime. Le ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state firmate dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Pescara, Gianluca Sarandrea, su richiesta del pm Andrea Papalia. Il sodalizio gestiva le ragazze bulgare che, portate a Montesilvano e in altre località abruzzesi, venivano indotte alla prostituzione sulla riviera adriatica. Il giro d'affari di questa società è stato stimato in circa 50 mila euro mensili, 600 mila euro l'anno.

Per i carabinieri del Nucleo investigativo a capo dell'organizzazione c'era Todor Todorov Milodinov, 30 anni, tuttora ricercato in ambito internazionale, uno dei destinatari della misura cautelare, ritenuto persona spregiudicata e di elevata capacità delinquenziale, già condannato per omicidio: le attenzioni sul suo conto della polizia bulgara sono anche finalizzate a ricostruire gli investimenti che ha effettuato a livello patrimoniale nel suo paese. Gli altri destinatari del provvedimento di arresto sono Sergey Elenov Todonorinov, 24 anni, prima finito in carcere, a gennaio, e ora ai domiciliari, e una coppia di coniugi, arrestati ieri in Bulgaria e estradati a Fiumicino, Ermenko Georgiev, 37 anni e la moglie Rozaliya Dobrinova. L'organizzazione era composta complessivamente da 12 persone (gli altri sono stati solo denunciati) tra cui un 60enne bulgaro, che veniva detto "il vecchio della bicicletta", che aiutava i capi controllando le prostitute mentre erano al lavoro, spostandosi in bici fino a Francavilla, per accertarsi che tutto filasse regolarmente. Questa banda, che faceva arrivare le ragazze da avviare alla prostituzione direttamente dalla Bulgaria, agiva in modo diverso rispetto ai gruppi concorrenti formati da romeni e albanesi, e controllava a vista le giovani, posizionate tra la zona del tribunale e dell'università, per rifocillarle e prelevare gli incassi. Le indagini sono partite dai controlli sulle prostitute, che però si sono mostrare reticenti nei confronti dei carabinieri, anche perché alcune di loro avevano rapporti direttamente con i capi e con dei loro amici. Una sola, costretta a dormire in auto tra le colline di Pescara e Francavilla, e a mangiare in strada i pasti che le venivano serviti dall'organizzazione, si è aperta un po' di più e ha fornito alcune informazioni sulla coppia arrestata ieri. Per far arrivare i soldi nel paese di origine i componenti del gruppo si spostavano in auto fino alla Bulgaria,  passando per il porto di Brindisi e, per evitare di essere scoperti, cambiavano spesso auto ma anche persone. Tra l'altro la banda si spostava in Molise e in Puglia, presumibilmente per svolgere lo stesso tipo di attività.