Pescara, gli amanti del rischio scelgono l'autobus

5 Agosto 2015

Le segnalazioni dei lettori utenti di alcune linee della ex Gtm, tra africani violenti e autisti sempre attaccati al telefonino

PESCARA. Proprio quando anche per motivi legati alla crisi ci sono più persone che utilizzano i mezzi pubblici, ci sarebbe bisogno che gli autobus siano più sicuri e adeguati ai bisogni dei passeggeri. Ma non è così. Ci sono autobus dove ogni giorno autisti e controllori rischiano di essere aggrediti dai viaggiatori senza biglietto e altre linee più "tranquille", dove un autista può guidare senza patemi d'animo e allo stesso tempo controllare sullo smartphone il proprio profilo facebook e telefonare. Due casi molto differenti, ma che spiegano il perchè diversi cittadini, costretti a lasciare la macchina, reputano pericoloso viaggiare sui mezzi pubblici. Ecco il racconto di due lettori.

Il caso del signor Carlo. "Sono salito sull'autobus extraurbano della Gtm (ora Tua) che porta a Picciano e a Penne e dal momento in cui sono salito fino a quando non sono sceso, ovvero per circa venti minuti, il conducente non ha quasi mai posato il telefonino. Prima l'ho visto controllare i messaggi su facebook, dopo i messaggi in sms e nel frattempo ha ricevuto anche un paio di chiamate. Per tutto il tempo ha guidato praticamente con una mano soltanto...". Sulle strade provinciali probabilmente i controlli sono pochi, ma sarebbe il caso che agli autisti di mezzi pubblici venisse consentito di utilizzare il cellulare soltanto per le emergenze.

Il caso del signor Gabriele. "Sabato primo agosto sono andato ad Auchan e per tornare a casa ho preso l'autobus della Gtm (ora Tua) numero 8. Al capolinea che si trova davanti all'aeroporto siamo partiti alle ore 18 che eravamo otto persone: io, l'autista e sei extracomunitari. Alla fermata successiva sono saliti altri quattro africani. Nessuno ha fatto il biglietto. Alla fermata ancora successiva sono saliti altri tre o quattro extracomunitari, e uno di questi ha cominciato a gridare all'indirizzo di un suo connazionale. Siccome ero al telefono, parlavo con un mio conoscente, ho chiesto al giovane esagitato di abbassare la voce, che non era a casa sua ma su un mezzo pubblico. A quel punto mi ha urlato offese e minacce a non finire, dicendo che ero razzista. Spaventato, mi sono diretto verso l'autista per chiedergli di chiamare i carabinieri, e lo stesso mi ha consigliato di non fare niente, che anche loro venivano aggrediti quasi tutti i giorni nonostante l'autobus sia dotato di telecamere, e di restare davanti con lui. Il giovane di colore mi ha anche minacciato di non usare più il telefonino, per paura che chiamassi i carabinieri. Siamo arrivati al terminal della stazione che sull'autobus c'erano più di venti extracomunitari. Nessuno aveva timbrato il biglietto": Identiche segnalazioni giungono dall'autobus 2 barrato, quello che collega il centro di Pescara con Montesilvano grandi alberghi. Difficilmente poi le denunce degli stessi autisti vanno in porto: per esaminare i filmati registrati e risalire all'identità dei viaggiatori l'autobus andrebbe fermato per due-tre giorni. E così malintenzionati e "portoghesi" restano quasi sempre impuniti.

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