Pescara ha fatto il bagno nell’acqua inquinata

4 Agosto 2015

Il 28 luglio c’è stata la rottura della condotta fognaria con gli scarichi finiti in mare Nessuno ha avvisato la città. Il Comune rassicura: «I valori rientrati sotto i limiti»

PESCARA. Turisti e bagnanti hanno fatto il bagno per un giorno in un tratto di mare inquinato. Stiamo parlando degli scarichi fognari finiti in mare martedì scorso 28 luglio, quando c’è stata la rottura di una grossa condotta fognaria in via Raiale, riparata solo il giorno successivo. Per quasi 24 ore, quindi, quell’acqua sporca si è riversata in mare e la popolazione non è stata avvertita di ciò che stava accadendo. Solo il primo agosto si è saputo qualcosa, quando sono state diffuse le analisi dell’Arta. Analisi che indicavano valori alle stelle dei colibatteri in un tratto della riviera nord, ossia nella zona antistante via Balilla, più volte inquinata quest’anno. E ieri il Comune ha reso note ulteriori analisi, effettuate il primo agosto, in cui lo specchio d’acqua all’altezza di via Balilla è risultato miracolosamente al di sotto dei limiti di legge.

Ma la polemica non accenna a placarsi, soprattutto in questi giorni in cui continuano a crescere le segnalazioni di bambini malati di gastroenterite, oppure con sfoghi sulla pelle. Il centrodestra si chiede come mai il sindaco Marco Alessandrini, primo responsabile della salute dei cittadini, non abbia fatto scattare il divieto di balneazione quando c’è stato lo sversamento in mare dei liquami.

Al suo posto ha risposto ieri il vice sindaco Enzo Del Vecchio, facendo una ricostruzione dell’accaduto e sottolineando di aver saputo in ritardo i risultati delle analisi. Ha poi invitato a smettere le polemiche «che creano solo confusione». «Lo scorso 28 luglio, alle 22,30», afferma in una nota firmata anche dal presidente della commissione Ambiente Fabrizio Perfetto, «l’Aca ci ha comunicato la rottura della condotta fognaria di via Raiale con relativo sversamento nel fiume di Pescara. Parliamo di una criticità che è stata subito affrontata, sia in termini di riparazione del guasto, che di analisi da parte dell’Arta». «Infatti», prosegue il vice sindaco, «nella stessa giornata del 29, in mattinata, l’Arta ha proceduto al campionamento a distanza di poche ore dallo sversamento. Nel pomeriggio dello stesso giorno l’Aca ci ha comunicato la riparazione del guasto. Sicuramente, il dato negativo è stato mitigato nelle ore successive per effetto degli accorgimenti posti in essere dall’Aca per contrastare il carico batteriologico». «Comunque il rapporto dell’Arta», ha concluso, «è pervenuto al Comune nella giornata di venerdì 31. Il giorno successivo sono state fatte nuove analisi con valori molto al di sotto della norma». Ma il direttore tecnico dell’Aca Lorenzo Livello ieri ha precisato. «Lo sversamento in mare della condotta fognaria», ha detto, «può aver contribuito solo per l’uno per cento all’aumento dei valori dei colibatteri. L’inquinamento del mare non può essere correlato a questo episodio».

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