Una protesta contro la trasformazione dei Frecciabianca nei più cari Frecciargento

Pescara, i pendolari scrivono alla Regione: "Treni troppo cari" 

Protesta contro la mancanza delle agevolazioni sulle Frecce già previste invece in Puglia, Emilia Romagna e Marche. La "beffa" della trasformazione dei Frecciabianca in Frecciargento. Firme anche da Giulianova

PESCARA. Pendolari abruzzesi doppiamente penalizzati e stretti nella morsa di aumenti di fatto e mancate agevolazioni. Da un lato la “trasformazione” delle Freccebianche in Frecceargento, con treni e orari che restano grossomodo gli stessi ma a un prezzo maggiore. Dall’altro l’assenza dell’Abruzzo dall’accordo con Trenitalia per la "Carta tutto treno", che consente ai titolari di abbonamento regionale di utilizzare anche Intercity e Frecce sulla propria tratta.

«Siamo l’unica regione della dorsale adriatica a non godere di questa opportunità», denuncia Tino Di Cicco, responsabile dell’Osservatorio mobilità di Federconsumatori Abruzzo, «la carta può essere sottoscritta in seguito a un accordo tra Regione e Trenitalia: l’intesa c’è per Puglia, Marche ed Emilia-Romagna, ma non per l’Abruzzo: in pratica è un vantaggio del quale possono usufruire tutti i pendolari che viaggiano tra Lecce e Piacenza, ma non chi parte da Pescara e Giulianova».

Al riguardo una settantina di pendolari, in maggioranza pescarese ma anche giuliese, ha sottoscritto una petizione indirizzata alla Regione. Un paio di mesi fa, Federconsumatori ha incontrato l’assessore regionale ai Trasporti, Umberto D’Annuntiis: «Ci hanno detto che avrebbero fatto delle verifiche e che ci avrebbero fatto sapere», spiega Di Cicco, «ma finora non abbiamo avuto riscontri: le Regioni devono sostenere un costo minimo, a fronte di vantaggi notevoli per i pendolari». Sul tavolo c’è, poi, la questione Freccia: «Entro l’estate 2020, tutti i Frecciabianca sembrano destinati a diventare Freccia argento: in questo modo i passeggeri delle Frecce adriatiche, e quindi anche gli abruzzesi, viaggeranno su treni argento che avranno la velocità delle bianche pagando però prezzi superiori».

Nella petizione sottoscritta dai 70 pendolari di Pescara e Giulianova si parla di aumenti che, senza agevolazioni, possono essere quantificati tra i 100 e i 220 euro al mese. «Contro questa inaccettabile situazione abbiamo presentato un esposto all’Autorità garante della concorrenza e del mercato», ricorda il responsabile di Federconsumatori, «nel frattempo stiamo anche sollecitando un’audizione alla commissione Trasporti della Camera e del Senato. Se eventualmente queste iniziative non dovessero avere esito, pensiamo di andare avanti con un corso alla Corte europea». Per Di Cicco, però, la mobilitazione di associazioni e utenti rischia di produrre sforzi vani senza un appoggio istituzionale «se i responsabili politici della nostra regione accetteranno senza alcuna reazione queste scelte di Trenitalia». (a.r.)
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