Pescara, il Comune paga due esperti per risanare i conti in rosso

Incarichi esterni per 7.500 euro a un informatico e un professionista contabile per stilare il Piano di rientro finanziario. Previsti tagli alle spese per 14 milioni
PESCARA. L’amministrazione comunale, per risanare i conti in rosso dell’ente, ha deciso di affidarsi a due professionisti esterni. Si tratta di un informatico e di un esperto contabile che rimarranno al lavoro per tre mesi per stilare il Piano di rientro finanziario con cui il Comune richiederà al ministero dell’Interno e alla Corte dei conti l’autorizzazione per poter accedere alla procedura di predissesto. Intanto, ieri il direttore del dipartimento amministrativo dell’ente Guido Dezio ha illustrato, in commissione Finanze, quali sono le linee guida su cui si baserà il Piano di rientro. In pratica, come ha riferito il presidente della commissione Giuseppe Bruno, l’amministrazione dovrà ridurre di circa 14 milioni di euro le spese, già a partire da quest’anno.
Incarichi esterni. Il primo incarico, della durata di tre mesi, è stato assegnato a Domenico De Grandis, 40 anni di Montesilvano, attuale funzionario della Provincia al servizio Bilancio. Secondo il Comune, De Grandis avrebbe una «particolare e comprovata specializzazione professionale e universitaria, nonché una notevole esperienza in materia economico finanziaria», tale da poter svolgere il lavoro commissionato dall’ente e cioè la redazione del Piano di riequilibrio finanziario pluriennale. Per questo incarico De Grandis percepirà un compenso di 3.000 euro lordi.
Più elevato quello per l’altro professionista, Domenico Ragni, 38 anni di Pescara, esperto informatico. Il compenso previsto nel suo contratto di collaborazione, della durata di tre mesi, tocca i 4.500 euro lordi. Il compito di Ragni, che ha già lavorato in Comune nel 2008-2009 con uno stage formativo al Ced, sarà quello di predisporre uno speciale software in grado di «supportare la complessa gestione dei dati economico finanziari finalizzati alla predisposizione del Piano di riequilibrio pluriennale».
Tagli alle spese. Le uscite nel bilancio di quest’anno si dovranno fermare a 100 milioni di euro, cioè 14 milioni in meno dell’anno scorso. Mentre le entrate tributarie non dovranno scendere al di sotto di 82 milioni di euro, quelle extratributarie si dovranno attestare sui 17 milioni. Mentre il fondo svalutazione crediti, necessario per coprire eventuali crediti inesigibili, dovrà salire dagli attuali 7,5 a 30 milioni di euro. Sono alcune delle cifre fornite ieri da Dezio. Il dato più preoccupante è quello dei debiti fuori bilancio. Quelli accertati ammontano a 4 milioni, ma ce ne sono altri potenziali per 50 milioni di euro, di cui 30 con alta probabilità di trasformarsi in veri e propri debiti. L’amministrazione comunale spera a questo punto di poter accedere, con la procedura di predissesto, al fondo di rotazione, una sorta di prestito dello Stato, da cui potrebbe ricevere 30-35 milioni di euro.
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