Pescara, il Ponte del mare sarà chiuso per demolire l’ex Cofa

La pista ciclopedonale sarà vietata per un mese per consentire l’abbattimento. Una barriera di protezione sarò installata per salvaguardare pedoni e macchine
PESCARA. La demolizione dell’ex Cofa dovrà avvenire in piena sicurezza e per questo motivo tutta l’area intorno dovrà essere blindata. E’ la direttiva principale che porterà alla chiusura, per un periodo oscillante tra i 15 e i 45 giorni, del passaggio ciclopedonale del ponte del Mare e delle piste ciclabili vicine all’ex Consorzio ortofrutticolo, il relitto del lungomare sud simbolo dell’abbandono della città che sarà abbattuto nelle prossime settimane.
Niente bici, insomma, sul tratto più suggestivo della città. Una misura necessaria, stando al progetto esecutivo di demolizione che domani verrà portato in giunta regionale, che interesserà l’area vicina all’ex Cofa. E’ stata prevista anche l’installazione di una barriera di protezione antirumore a salvaguardia dei pedoni e delle vetture, per evitare cadute accidentali dall’alto.
L’abbattimento (per il quale il governatore Luciano D’Alfonso ha annunciato una grande festa) costerà 730mila euro, di cui 500mila per la demolizione vera e propria e 190mila per lo smaltimento delle macerie. Il passaggio di domani in giunta aprirà la strada alla gara d’appalto, che in tre settimane, in base alle previsioni, dovrebbe consentire di individuare l’impresa che farà sparire, entro un mese e mezzo massimo, tra novembre e dicembre, il complesso realizzato in fasi successive a partire dal 1957 dal Consorzio ortofrutticolo società cooperativa arl. La Regione è proprietaria del complesso immobiliare dal 5 marzo 2001, ma ne è entrata in possesso solo nel dicembre 2004, dopo la definitiva cessazione delle attività del mercato. Nel corso dei 10 anni successivi, sono emerse situazioni allarmanti e di degrado crescente che hanno imposto ripetuti e onerosi interventi da parte della Regione sia per la tutela della salute (vedi la rimozione di amianto e la bonifica dei luoghi da rifiuti di varia natura) sia per contrastare i ripetuti fenomeni delle occupazioni abusive da parte dei senzatetto. Blitz che, ammette oggi la Regione nello stesso progetto esecutivo in discussione domani, «non si sono dimostrati risolutivi, tanto da rendersi necessarie operazioni di sgombero anche da parte delle forze dell’ordine».

L’accelerata lo scorso giugno: il 16, il sindaco Marco Alessandrini, appena insediato, interessa il neogovernatore per risolvere una volta per tutte la questione Cofa «anche nell’ottica di un riutilizzo e di una futura trasformazione dell’intero comparto». Il 17, il presidente della Regione chiede l’attivazione del procedimento e di individuare le risorse economiche per intervenire. Il 20 giugno, il sopralluogo nell’edificio conferma, sostiene la relazione, «la presenza di condizioni di evidente criticità sia in termini statici, aggravate dal tempo trascorso e dall’azione degli agenti atmosferici, sia di sicurezza igienico-ambientale». Di qui, la decisione di procedere con la demolizione dei fabbricati. Proiettandosi un po’ più in là con lo sguardo, la domanda è sempre la stessa: che cosa sorgerà al posto dell’ex Cofa? (cr.pe.)
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