Pescara, il sindaco ricorda il padre: «Non eroe, ma uomo come noi»

A 37 anni di distanza dell'omicidio del giudice Emilio Alessandrini avvenuto a Milano, il figlio Marco depone una corona d'alloro e onora «tutti i caduti in difesa della legalità»
PESCARA. «Non eroe, ma uomo fra gli uomini». Lo ha detto il sindaco di Pescara, Marco Alessandrini, ricordando oggi suo padre, il giudice Emilio Alessandrini, a distanza di 37 anni dal suo brutale omicidio avvenuto il 29 gennaio del 1979 a Milano, ad opera di un commando di Prima Linea. Nel corso della cerimonia che si è tenuta in Piazza Unione, con la deposizione di una corona d'alloro, il sindaco Alessandrini ha parlato di «caduti in difesa della legalità lavoravano e agivano non perché credevano di essere eroi, ma semplicemente perché erano persone come noi, uomini fra gli uomini che avevano a cuore le nostre istituzioni e il nostro Stato. Persone che non credevano di fare nulla di particolare, ma che si cimentavano ad esercitare il dovere e le responsabilità che erano state loro conferite». «Credo - ha aggiunto il figlio del giudice Alessandrini - che questo modo di agire sia stato una costante delle tante storie che ho conosciuto in questi anni dei tanti caduti per la mano violenta che si annidava ieri nella società come si annida oggi anche se in forme diverse. E penso che la risposta al cuore di tenebra della violenza debba essere fornita con il rispetto della Costituzione e delle leggi». «In questa breve cerimonia ho voluto poi rivolgere un pensiero alle giovani generazioni - ha concluso Alessandrini - affinché capiscano e abbiamo consapevolezza dei valori della collettività che ci riguardano tutti, rinunciando sempre e comunque alla violenza come strumento per risolvere le controversie e tensioni che ci sono nella società. La risposta ai problemi non può essere mai quella della via della violenza». Alla cerimonia hanno partecipato le massime autorità cittadine politiche e militari con in testa il perfetto Francesco Provolo, il Questore Paolo Passamonti, i comandanti provinciali dell'Arma e della Finanza Paolo Piccinelli e Francesco Mora, oltre al comandante in seconda della Direzione Marittima Antonio Catino.

