Pescara, imprenditore denuncia l'ex arcivescovo Cuccarese

Tra accordi di programma stravolti e finanziamenti sospetti, un imprenditore di Bolzano presenta un esposto alla Procura di Pescara contro il prelato per le palazzine di via Salara Vecchia bloccate dai debiti con la Carichieti
PESCARA. Torna alla ribalta della cronaca il nome dell'ex arcivescovo di Pescara Francesco Cuccarese, dal 2005 trasferito in Vaticano a seguito di problemi giudiziari legati alla sua fondazione e attualmente canonico della Basilica di San Pietro. Questa volta l'ex arcivescovo è stato chiamato in causa dalla denuncia dall'imprenditore di Bolzano che ha realizzato tre palazzine in via Salara Vecchia, nelle vicinanze della sede del centro direzionale Fater disegnato da Fuksas, e che ora rischia di fallire proprio in seguito a quanto accaduto alla fondazione di Cuccarese Veritate et Caritate (Ivec) e al commissariamento della Carichieti. L'imprenditore ha realizzato a Pescara, nei terreni della fondazione Ivec, un totale di 69 appartamenti realizzati con tutti i crismi della domotica e del risparmio energetico, ultimati e pronti per essere venduti, ma che da anni sono bloccati perchè pignorati dalla Carichieti per i debiti contratti da Cuccarese. L'imprenditore bolzanino dovrebbe restituire i soldi che la Carichieti anticipò a Cuccarese per la realizzazione del Villaggio della carità, ma si tratta di decine di milioni di euro.
L'esposto dell'imprenditore Andrea Repetto è raccontato in un articolo di Antonello Caporale pubblicato da Il Fatto Quotidiano. Nell’articolo si ricorda anche che proprio la Carichieti è stata commissariata a seguito di prestiti senza garanzia che poi non sono rientrati. Anche Cuccarese aveva conti in Carichieti e ricevette almeno 60 milioni di euro per il suo Villaggio della carità, ma i suoi progetti andarono tutti in malora. Dopo aver tentato di realizzare una mega struttura sanitaria chiamata Villaggio della Carità, tentò di trasformare il programma edilizio nella sede del Villaggio del Mediterraneo.
Ma anche questa manovra fallì e alla fine si rivolse all'imprenditore di Bolzano. Già in passato dovette intervenire l'allora sindaco di Pescara Luciano D'Alfonso per togliergli le castagne dal fuoco attraverso la vendita dell'Hotel Sund di Montesilvano all'imprenditore della sanità Carmine De Nicola, ma ancora prima l'ex arcivescovo era finito nel mirino della Procura per la truffa da 3 miliardi di lire alla Regione attraverso un progetto fantasma, procedimento poi conclusosi con la prescrizione nel 2011. Ora la nuova inchiesta della Procura della Repubblica di Pescara, che torna ad indagare sugli affari della Ivec e sul ruolo avuto dalla Carichieti e dal mondo politico abruzzese in questo nuovo "affare".


