Pescara, la burocrazia nega la mensa a una bimba disabile

La piccola frequenta la scuola nel capoluogo: niente refezione pur avendone diritto perché risiede a Montesilvano
MONTESILVANO. Ha solo cinque anni la piccola Gaia. Il nome è di fantasia, per tutelarne la privacy. La bimba è affetta da spina bifida e per questo frequenta una scuola vicino alla sua abitazione. Ma Gaia e la sua famiglia vivono al confine tra Montesilvano e Pescara e la scuola in questione non si trova in territorio montesilvanese, dove invece la piccola è residente. Ragion per cui non può essere esente dal pagamento della mensa scolastica, cosicché Gaia non può usufruirne gratuitamente pur avendo tutti i requisiti. Fatto è che la scuola è a Pescara e il Comune esenta soltanto i suoi residenti. Allo stesso modo, non può rivolgersi al Comune di Montesilvano perché la scuola è fuori città.
Ad accendere i riflettori su questa vicenda è Claudio Ferrante, presidente dell’associazione Carrozzine Determinate Abruzzo. «La storia di Gaia sembra uscita dal film “Figli di un Dio minore”. Ci sono problematiche di difficile soluzione, altre invece sono facilissime, ma il cieco burocratismo e l’abulia delle istituzioni non consentono di dare risposte positive» commenta Ferrante. «Gaia è una bimba con il massimo grado di disabilità. È affetta da spina bifida, malattia che colpisce il midollo spinale e gli organi periferici. Tra i numerosi problemi, la bambina ha una vescica neurologica che la obbliga a urinare soltanto con l’uso del catetere, per tutta la vita». La piccola, precisa il presidente dell’associazione Carrozzine Determinate, «risiede a Montesilvano, ma va a scuola in via Carlo Alberto Dalla Chiesa. Questo perché la scuola è situata proprio a qualche centinaio di metri da casa sua, vicinanza importante perché la mamma ogni mattina deve raggiungerla per effettuare i cateterismi, ma anche intervenire per qualsiasi emergenza che dovesse verificarsi. La scuola ha accolto la bimba con amore e professionalità e tutti le vogliono bene. Il problema assurdo», contesta Ferrante, «sta nel fatto che la famiglia di Gaia, papà e mamma disoccupati, con un reddito Isee annuo di 1.500 euro, vive in una casa in affitto e deve pagare il costo per la mensa scolastica perché il Comune di Pescara esenta soltanto i suoi residenti. E non può rivolgersi al Comune di Montesilvano perché la scuola è situata a Pescara».
I genitori della bambina si sono rivolti agli uffici competenti del Comune di Pescara per cercare di trovare una soluzione alla problematica. «Non avendo avuto una risposta positiva, hanno chiesto un intervento energico della nostra associazione» chiarisce Ferrante, che lancia un appello all’amministrazione comunale pescarese. «Facciamo appello all’assessore alla Pubblica istruzione Giovanni Di Iacovo e al sindaco Marco Alessandrini per chiedere una deroga al regolamento e consentire alla piccola Gaia di usufruire gratuitamente del buono pasto, sconfiggendo questo cieco burocratismo. Non nascondiamo la nostra indignazione per questa incredibile e paradossale vicenda. Tra l’altro, la bimba deve sottoporsi a lunghissime sedute fisioterapiche e usufruisce della mensa scolastica solo per tre volte alla settimana».
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