Pescara, la commissione boccia la delibera sui 2mila libri voluti da D’Alfonso

La maggioranza va sotto nel voto sui 47mila euro da versare alla Carsa, determinanti le astensioni. M5S e Forza Italia annunciano battaglia: "Un debito dell’ex sindaco non può ricadere sui cittadini"
PESCARA. È bufera sulla vicenda dei 2mila libri, dal titolo «Pescara, una città in trasformazione», fatti stampare nel 2008 dall’ex sindaco Luciano D’Alfonso per pubblicizzare le opere pubbliche realizzate durante i suoi 5 anni di governo della città. La commissione Finanze ha bocciato la delibera con cui il Comune intende pagare oltre 47mila euro alla società editrice Carsa, che pubblicò allora quei volumi. Determinante per l’esito del voto è stata l’astensione di alcuni consiglieri della maggioranza.
Intanto, la polemica non accenna a placarsi. Il centrodestra ha annunciato battaglia lunedì prossimo, quando la delibera approderà in consiglio per essere approvata. E lo stesso ha fatto il Movimento 5 Stelle.
No della commissione. È un parere non vincolante il no alla delibera espresso martedì scorso dalla commissione Finanze. Ma ha pur sempre una valenza politica. Di fatto, la maggioranza è andata sotto, perché alcuni consiglieri della coalizione si sono astenuti, consentendo all’opposizione di far passare il parere contrario. Secondo quanto ha riferito l’opposizione, hanno votato sì solo il presidente della commissione Giuseppe Bruno (Liberali) e Ivano Martelli (Sel). Si sono invece astenuti Adamo Scurti (lista Persone comuni), Gabriella Lola Berardi (lista Pescara insieme), Piero Giampietro e Fabrizio Perfetto (Pd). Mentre hanno votato contro Marcello Antonelli, Vincenzo D’Incecco (Forza Italia) ed Erika Alessandrini (Movimento 5 Stelle). «Mi sono astenuto», ha spiegato poi Giampietro, «perché ho richiesto degli approfondimenti sulla delibera». Ma, secondo fonti bene informate, quel voto sarebbe da interpretare diversamente. Nella maggioranza ci sarebbero forti perplessità nel votare quel provvedimento. Perplessità che potrebbero riflettersi anche lunedì in consiglio comunale.
L’opposizione va allo scontro. Si infiamma la polemica in Comune per quel debito lasciato dall’ex sindaco D’Alfonso, finito in tribunale. La cifra iniziale richiesta dalla Carsa era di 100mila euro, ora scesa a 47mila grazie a una transazione per chiudere il contenzioso. «Non si può far pagare ai cittadini un debito di una passata amministrazione», ha affermato Erika Alessandrini (M5S), «non si sa chi ha ordinato questi libri. Io voglio sapere chi è il responsabile e perché si è arrivati a una transazione. Questa delibera finirà comunque alla Corte dei conti e chi avrà votato a favore sarà ritenuto responsabile».
«Dall’amministrazione del salasso fiscale non potevamo non aspettarci l’ennesima sorpresina», ha osservato Vincenzo D’Incecco (Forza Italia), «un bel debito nato nel 2008 per mano dell’allora amministrazione di centrosinistra per acquistare 2mila libri senza un ordine scritto. Per fare cosa? E dove sono finiti quei libri?».
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