Pescara, M5S: contro la stangata cancelliamo le indennità

3 Settembre 2014

Il capogruppo dei grillini, Enrica Sabatini: "Azzeriamo i compensi di sindaco, assessori e consiglieri comunali fino a dicembre per recuperare dieci milioni"

PESCARA. Il gettito di 10 milioni e 400 mila euro della Tasi può essere recuperato azzerando le indennità di sindaco, assessori e consiglieri per i prossimi quattro mesi ed effettuando una sforbiciata del 15 per cento su 490 voci che contribuiscono ad appesantire i conti del Comune. La proposta choc è contenuta nell’unico emendamento presentato, ieri mattina, in consiglio comunale dal Movimento 5 stelle e va a radicalizzare il provvedimento annunciato dal sindaco Marco Alessandrini in apertura della prima seduta dopo le vacanze estive: un taglio del 10 per cento del suo stipendio e di quello dei componenti dell’esecutivo (pari a 50mila euro) per dirottarlo su un non meglio identificato progetto sociale.

L’idea dei pentastellati sarà discussa e messa ai voti stamattina quando, dalle 10 in poi, l’aula proseguirà la discussione per determinare le aliquote della Iuc, l’Imposta unica comunale, e approvare il relativo regolamento. All’ordine del giorno ci sono oltre un migliaio di emendamenti, presentati da Forza Italia, Pescara futura e Nuovo centrodestra nel tentativo di «rendere più equa la manovra lacrime e sangue snocciolata dal centrosinistra». Sulla carta le nuove aliquote che l’amministrazione Alessandrini si appresta a introdurre prevedono un recupero di 16 milioni e 700 mila euro: 10 milioni e 400 mila dalla nuova imposta sui servizi comunali indivisibili, la Tasi, introdotta dal governo per compensare le mancate coperture per la vecchia Ici-Imu sulla prima casa, altri 2 milioni e 300 mila con l’aumento dell’Imu, l’imposta municipale unica sulle seconde abitazioni e, infine, 4 milioni dall’addizionale Irpef. Un salasso che nelle prossime settimane andrà a intaccare i risparmi già risicati dei pescaresi, chiamati dalla classe politica ad effettuare «alcuni sacrifici inderogabili» pagando così il prezzo dell’aumento delle spese correnti, del disavanzo di gestione e della grave crisi di liquidità accertata dalla tesoreria comunale.

Il dramma di migliaia di cittadini alle prese con scadenze e bollette è stato raffigurato plasticamente su un volantino distribuito dal gruppo consiliare di Forza Italia, intitolato simbolicamente «La stangata». I volti del sindaco Alessandrini definito «attore non protagonista» e del capo della sua segreteria, Camillo D’Angelo, compaiono ritratti al posto di quelli di Robert Redford e Paul Newman nella posa del film omonimo del 1973 «Noi non abbiamo mai aumentato le tasse», si legge sul manifesto, mentre i consiglieri di opposizione Marcello Antonelli, Vincenzo D’Incecco, Guerino Testa e Fabrizio Raspposelli prendono la parola per chiedere una razionalizzazione delle spese correnti, riportandole ai livelli del 2013 e ottenendo così un tesoretto da 3 milioni e 623 mila euro da impiegare per abbassare le aliquote e introdurre una serie di agevolazioni destinate alle categorie svantaggiate.

Si spinge oltre la capogruppo del Movimento 5 Stelle, Enrica Sabatini, che, prima presenta una pregiudiziale relativa a un presunto vizio di legittimità («Ci chiedete di votare le aliquote sulla base di un regolamento non ancora approvato, piuttosto andrebbe fatto il contrario per evitare ricorsi», ha spiegato) e successivamente, fuori dall’aula, espone la sua idea per azzerare completamente la Tasi. «La politica deve dare il buon esempio», dice la consigliera di opposizione, «invece di tassare i cittadini il nostro emendamento prevede il taglio del 100% delle indennità di sindaco, assessori e consiglieri per i prossimi quattro mesi. Questo ci consentirà di recuperare 400mila euro fino a dicembre e, unito a una serie di tagli lineari del 15% su 490 voci come illuminazione, riscaldamento, apertura e chiusura di edifici comunali e manutenzioni, permetterà di incassare esattamente 10 milioni e 400 mila euro, la stessa cifra prevista dalla Tasi».

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