Pescara, Maiella Morrone, protesta dei dipendenti davanti alla Regione

Senza stipendio da undici mesi, la Regione stanzia 210 mila euro e D'Alfonso chiede un contributo anche ai sedici Comuni serviti dall'azienda
PESCARA. Per sbloccare il pagamento di ulteriori stipendi ai 65 lavoratori dell'Azienda speciale Majella Morrone si conta sulla collaborazione dei 16 Comuni della provincia di Pescara che hanno ricevuto i sui servizi e, in particolare, sulla loro capacità di fare chiarezza nei bilanci per garantire il dovuto e consentire così, al Commissario, di presentare un'istanza di rateizzazione a Equitalia. È l'auspicio espresso dal Presidente della Giunta regionale d'Abruzzo Luciano D'Alfonso nell'incontro, a Pescara, convocato per fare chiarezza sulla situazione debitoria dell'Azienda e sugli adempimenti necessari per sbloccare l'erogazione degli stipendi. Presenti anche l'assessore ai servizi Sociali Marinella Sclocco e il Commissario dell'Azienda speciale Maiella. Nell'incontro è stato chiarito che Equitalia ha concesso la rateizzazione di alcune cartelle esattoriali che gravavano sull'Azienda speciale per circa 252 mila euro, ora spalmati su 120 rate.
Questo fatto ha consentito di liquidare ad oggi una mensilità ai 65 lavoratori. «Si tratta di una partita complessa che vede infatti coinvolti in prima linea - ha detto D'Alfonso - i 16 Comuni della Val Pescara che beneficiano dai servizi dell'Azienda Majella-Morrone, gran parte dei quali si è impegnata, nei giorni scorsi, a pagare tutte le competenze fino al bimestre settembre-ottobre. È stato calcolato che per far fronte al pagamento degli stipendi, al netto dei contributi previdenziali e di altre voci, occorrerà reperire risorse per almeno 350 mila euro. Dalla Regione, a tal proposito, arriveranno nei prossimi giorni circa 210 mila euro. Dai 16 Comuni dovrebbero essere recuperati circa 179 mila euro per la sola annualità 2015. Al momento, ci sarebbe, quindi, disponibilità di risorse per pagare sei mensilità pari a 254 mila euro». Intanto, è stata fissata per le ore 15 di lunedì 9 novembre, a Pescara, presso la sede della Regione, in viale Bovio, un'ulteriore riunione per fare il punto sulla situazione dell'azienda speciale Majella Morrone: all'appuntamento i Comuni sono stati invitati a presentare un piano di rateizzazione rispetto ai debiti pregressi che rientrano nella maxi rata da circa un milione 200 mila euro dovuta ad Equitalia.
La mattinata si era aperta con la protesta dei lavoratori dell'azienda speciale Majella e Morrone davanti alla sede della Regione, a Pescara. I manifestanti, dopo aver occupato per una settimana il Comune di Manoppello (Pescara), tra cori e striscioni sono tornati a chiedere certezze sulle sorti dell'azienda e dei 63 dipendenti, senza stipendio da undici mesi. Contestualmente, negli uffici della Regione, si è svolto un incontro convocato dal governatore, Luciano D'Alfonso, cui hanno preso parte, oltre al presidente della Giunta, gli assessori regionali Marinella Sclocco e Donato Di Matteo, l'amministratore unico e il legale dell'azienda e il presidente della Conferenza dei Sindaci. «Vogliamo sapere con certezza quale sarà il futuro dell'azienda - dicono i lavoratori - perché se rimane operativa non si può andare avanti così. Abbiamo bisogno di garanzie. Al momento stiamo continuando a garantire, a nostre spese, i servizi, perché si tratta di servizi essenziali. Dopo aver occupato per una settimana il Comune di Manoppello - annunciano i manifestanti - oggi ci spostiamo nel Municipio di Abbateggio, per il doppio ruolo ricoperto dal sindaco, Antonio Di Marco, che è anche presidente della Provincia». I lavoratori, ricordando l'importanza dei servizi erogati - dall'assistenza domiciliare ad anziani, disabili e malati al segretariato sociale e alla tutela dei minori - hanno parlato di una situazione dovuta a «responsabilità molteplici di chi doveva fare e non ha fatto, di chi doveva intervenire e non è intervenuto».


