Pescara, mille persone ai funerali di David

16 Dicembre 2014

La chiesa di Sant'Andrea gremita per l'ultimo saluto all'alpinista pescarese travolto da una slavina sul Gran Sasso. Genitori assenti per il troppo dolore

 PESCARA. Tanto silenzio nella chiesa di Sant'Andrea gremita per l'ultimo saluto a David Remigio, il 44enne pescarese che domenica è stato travolto da una slavina sul Gran Sasso, ed è morto insieme all'alpinista teramano Pino Sabbatini.

Circa un migliaio di persone tra parenti e amici, tantissimi, si sono radunati per ascoltare le parole di padre Costante Baron che dopo il vangelo di Giovanni sulla morte di Gesù sulla croce ha ricordato la passione di David per la natura, e in particolare per il mare e la montagna.

"Lui era innamorato della natura, per questo era sempre sorridente, perché chi ama la natura gode dentro e e non può che essere sorridente". Toccanti le parole delle due nipotine arrivate da Milano dove da anni abita la sorella di David, Letizia. Assenti, per il troppo dolore, i genitori Anna e Tonino. Un lungo applauso ha salutato alla fine la bara in rovere bianco, con due piccoli cuscini di rose rosse e bianche e la foto di David che si è allontanato per sempre. Il suo carro funebre, una Maserati.

[[(standard.Article) David Remigio: lo snowborder che nuotava con gli squali

David Remigio era molto conosciuto a Pescara. Il suo amore per gli sport estremi lo stava portando anche ad avvicinare i temutissimi squali, o a prove di discesa in montagna davvero ardite. Un grande amore per la natura, che il coraggio e lo spirito di avventura spingevano verso il desiderio di provare emozioni sempre più forti.