Pescara, niente Irpef per redditi inferiori a 16mila euro

25 Settembre 2014

Tagli agli stipendi degli assessori per coprire il buco. Maggioranza e M5S in consiglio approvano la riduzione del 20% delle indennità

PESCARA. Il segnale che tutti attendevano arriva al termine dell’ennesima riunione del consiglio comunale: subito l’innalzamento della fascia di esenzione dall’addizionale Irpef da 15.050 euro di reddito a 16.040 euro, con l’impegno a effettuare sforbiciate significative sulle indennità aggiuntive dello staff e sugli stipendi degli assessori.

Sferzato dai consiglieri del Movimento 5 Stelle e dagli interventi a raffica del centrodestra, ieri pomeriggio, il sindaco Marco Alessandrini ha accettato di venire incontro alle richieste dei grillini. Ma il taglio del 20 per cento, per i prossimi tre mesi, degli emolumenti dei nove componenti dell’esecutivo, sarà a discrezione di ogni assessore. Solo tra qualche giorno si potranno conoscere i nomi di chi accetterà o meno di ricevere a fine mese una busta paga più snella, in maniera da recuperare somme considerevoli in vista di un alleggerimento della pressione fiscale.

Intanto, sfogliando i capitoli di spesa che ingrossano il bilancio di previsione 2014, sono state trovate le somme necessarie per coprire, entro la fine dell’anno, il disavanzo di 4 milioni e 280mila euro, finito sotto la lente d’ingrandimento dei revisori dei conti. Nell’accordo siglato dalla maggioranza di centrosinistra con la capogruppo pentastellata Enrica Sabatini e con i consiglieri Erika Alessandrini e Massimiliano Di Pillo, oltre all’eliminazione di 7mila euro al mese di indennità aggiuntive dello staff del sindaco, c’è anche il vincolo a fare ricorso a un decreto ingiuntivo per farsi rimborsare i 6 milioni di euro di arretrati dal ministero della Giustizia per le spese del tribunale cittadino.

«Siamo molti soddisfatti», spiega Sabatini, «finalmente il sindaco ha preso una decisione politica e non da curatore fallimentare. Avevamo anche proposto l’eliminazione di un assessore dalla giunta, qualcuno che non fosse stato eletto dai cittadini. Ma questa richiesta non è stata accolta. L’unico rammarico è di aver aspettato fino ad ora per dare l’ok ai tagli, quando le aliquote di Tasi e Imu sono state già portate al massimo».

«La politica che si limita a chiedere sacrifici senza guardare a se stessa rischia di diventare grottesca», sottolinea il sindaco, avvertendo che «in giunta non si entra tramite concorso pubblico. I prossimi passi saranno diretti verso una revisione complessiva del funzionamento dei servizi a domanda individuale, che oggi pesano sul bilancio del Comune per 11 milioni e 500mila euro. Inizieremo dagli impianti sportivi, il cui costo è di 3 milioni e 600mila euro con un terzo di incidenza da parte dello stadio». L’inattesa convergenza tra centrosinistra, centrodestra e Movimento 5 Stelle porta all’approvazione, all’unanimità dei presenti, dell’emendamento dei grillini sulla delibera Irpef. Il consiglio ha infatti deciso di innalzare la fascia di esenzione da 15.050 euro di reddito a 16.040. Alle 37.016 famiglie pescaresi già dispensate dal pagamento dell’addizionale se ne aggiungono altre 2.000, arrivando a oltre 39.000 coperture, pari al 50 per cento del totale. «Ci auguriamo», conclude Daniela Santroni di Sel, «che anche sull’aumento della spesa sociale per reintegrare i tagli di regione, ministero e provincia si possa collaborare per trovare una condivisione».

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