Pescara Porta Nuova, residenti esasperati. E c’è chi si paga la guardia giurata

Spaccio, ubriachi e degrado. Gli abitanti denunciano: «Qui la sera è il Bronx, abbiamo paura a uscire»
Il consigliere Pettinari: «Subito un presidio fisso, il problema sicurezza ormai riguarda tutta la città»
PESCARA
Sono arrivati a pagarsi da soli una guardia giurata per sentirsi più sicuri sotto casa. Succede a Porta Nuova, in piazza Enrico Berlinguer, dove alcuni condomini, dopo mesi di segnalazioni e richieste di intervento, hanno deciso di affidarsi alla vigilanza privata. Un servizio pagato di tasca propria e utilizzato anche la sera per farsi accompagnare fino ai garage. «Come donna ho molta paura di attraversare queste strade da sola», racconta Francesca, una residente della zona. È da questa situazione che nasce la protesta andata in scena ieri mattina nella zona di Porta Nuova, dove i cittadini sono scesi in piazza per chiedere, insieme ai consiglieri comunali Domenico Pettinari, Massimiliano Di Pillo e Giovanni D’Andrea del movimento civico “Pettinari per l’Abruzzo” – maggiori controlli e un presidio stabile delle forze dell’ordine.
Le problematiche sono sempre le stesse, ma la desertificazione della zona, con la chiusura nei mesi scorsi dell’ultimo bar del quartiere e l’allarme sicurezza diventato sempre più sentito dopo l’11 ottobre scorso – giorno in cui una 40enne ha aggredito un senzatetto di 35 anni colpendolo al collo con un coccio di bottiglia durante una lite nel parcheggio della stazione ferroviaria – ha spinto alcuni cittadini a inviare istanze al Comune e alla Prefettura.
«La situazione in zona è sempre peggio», dichiara il residente Alessandro, «non si riesce a capire perché non riescano ancora a mettere un freno a questo disagio. Mia moglie non riesce a uscire di casa da sola, perché qui la sera sembra di essere nel bronx. Sono nato in questa città e prima Pescara era tranquilla, oggi invece è irriconoscibile. È diventata una situazione allucinante con gente che spaccia e senzatetto che stazionano nei sottopassi. La polizia viene e dopo due minuti i delinquenti tornano nello stesso posto. Prima qui potevi giocare a pallone, era un mondo totalmente diverso e provo tantissima rabbia». Il pescarese Gennaro Montella racconta invece di aver inviato una pec alle istituzioni: «Vedo persone che vendono droga. Ho scritto allora al sindaco e al comandante dei vigili urbani tre settimane fa per denunciare la situazione nella piazza, ma nessuno mi ha risposto». Anche la cittadina Francesca racconta di aver mandato invano segnalazioni: «Dopo che ci sono state le ennesime distruzioni in piazza per mano di gente alcolizzata, il condominio dove abito paga da mesi una guardia giurata. L’amministratore ha presentato istanze per chiedere un incontro in Prefettura e con il Comune, ma non abbiamo mai avuto una risposta effettiva». E prosegue: «Come donna ho molta paura di attraversare queste strade di sera, utilizziamo la guarda giurata anche per farci accompagnare ai garage e non so quanto sia sicuro lasciare il supermercato aperto anche di notte, perché qui vanno a fare rifornimento di alcolici». Si aggiunge il residente Luigi: «Consiglio di andare la sera al Lidl su via Tiburtina per capire com’è la zona. Ogni sera qui è festa, perché ci sono i fuochi d’artificio davanti al carcere e ci impediscono di dormire».
Secondo il consigliere Pettinari, è necessario un presidio fisso delle forze dell’ordine. «Non siamo di fronte soltanto al problema dello spaccio: ci sono furti, rapine e aggressioni. Abbiamo organizzato questa manifestazione per denunciare l’assenza di sicurezza in tutta Pescara». Nel quadrilatero centrale, ad esempio, il movimento civico continua a segnalare episodi di microcriminalità nonostante la presenza costante della polizia locale, indicando come punti più critici: l’area di risulta, corso Vittorio Emanuele, via Mazzini, via Quarto dei Mille, piazza Martiri Pennesi e il parcheggio del Bingo. E poi ancora Rancitelli, Fontanelle e San Donato, oltre che le zone di via Aterno, via Baricello e via Rigopiano ai Colli. «In tutte queste zone serve un presidio fisso e, l’introduzione dello stesso in piazza Santa Caterina, ci conferma che quando c’è volontà le risorse si trovano».

