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25 ottobre

25 Ottobre 2026

Oggi, ma nel 1803, a Milano, dopo la fase di appannamento cominciata nel 1796 a causa dell'instabilità politica, su impulso di Napoleone Bonaparte, veniva celebrata la riapertura, come “nazionale”, dell’Accademia di belle arti di Brera, che era stata fondata il 22 gennaio 1776 dall’imperatrice Maria Teresa d’Austria, e la rinascita con la riorganizzazione amministrativa frutto dell’intervento del segretario dell’istituzione Giuseppe Bossi. Il nuovo statuto, approvato l’1 settembre precedente, affidava gli insegnamenti a 30 accademici, esperti nel campo delle discipline dell’arte come pittura, scultura, architettura, ornato, incisione, anatomia, prospettiva. Modernizzando sensibilmente l’impianto didattico volto a superare definitivamente il vetusto modello incentrato sulle affiliazioni degli allievi alle botteghe private.

La scuola (nella foto, particolare, l’altorilievo “L’incoronazione di Napoleone”, avvenuta realmente nel Duomo il 26 maggio 1805, opera di Gaetano Monti, realizzata in stile neoclassico tra il 1807 e il 1814, collocata nell’Atrio dei gesuiti, inizialmente concepita per decorare l’Arco della pace o del Sempione del capoluogo lombardo) incentivava gli studenti, provenienti non solo dal circondario, con sovvenzioni per i talentuosi e acquistando i lavori dei più meritevoli. Materiale che andrà a comporre parte della collezione della Pinacoteca che, nelle intenzioni del Condottiero corso, sarebbe dovuta crescere quasi come una sorta di secondo Louvre. Diverrà comunque uno dei più importanti punti di riferimento per la formazione di tipo universitario a livello europeo.

Il 14 agosto 1859, nel cortile, verrà disposta anche la statua in bronzo “Napoleone come Marte pacificatore”, alta tre metri, copia di fusione realizzata dai fratelli Francesco e Luigi Righetti, nel 1807-1811, su commissione del viceré Eugenio di Beauharnais, sulla base di quella scolpita da Antonio Canova nel 1803-1806, conservata nella Apsley house del Wellington museum di Londra. L’Accademia avrà nel tempo dotazione di altissimo livello che annovererà, dal 19 maggio 1920, su affidamento da parte dello Stato italiano, persino l’Isola Comacina, sul Lago di Como, facente parte del territorio municipale di Tremezzina, già possedimento del re Alberto I del Belgio che l’aveva avuta da Giuseppe Caprani il 4 agosto 1917, destinata a villaggio-laboratorio per artisti emergenti.